“Un orrore, non doveva succedere”. Garlasco, caos con De Rensis in diretta e il conduttore chiude i microfoni
Mercoledì 23 luglio 2025, in prima serata su Rete 4, la puntata di Zona Bianca dedicata al delitto di Garlasco ha riacceso il dibattito pubblico e mediatico su uno dei casi più controversi della cronaca giudiziaria italiana. Condotto da Giuseppe Brindisi, il programma ha dedicato quasi tre ore di approfondimento al tragico omicidio di Chiara Poggi, condannata in via definitiva all’ergastolo, e alle recenti novità investigative che potrebbero mettere in discussione la sentenza definitiva.
L’atmosfera in studio si è subito fatta tesa, anche a causa della concomitanza con la terza udienza dell’incidente probatorio in corso a Pavia. Al centro del dibattito, la questione dell’impronta 33, una traccia fotografata ma non analizzata come impronta materiale, che secondo l’avvocato della famiglia Poggi, Massimo Tizzoni, meriterebbe ulteriori approfondimenti tecnici. La posizione di Tizzoni ha incontrato le ferree opposizioni dell’avvocato di Stasi, Antonio De Rensis, che ha sottolineato come si tratti di un dettaglio tecnico e non di una prova definitiva, ribadendo che l’indagine deve servire alla giustizia e non alimentare polemiche.
Il confronto si è infiammato tra gli ospiti e i giornalisti presenti, con la giornalista Sabrina Scampini che ha criticato aspramente chi cerca di delegittimare le richieste di approfondimento, sottolineando che si tratta di analisi legittime e non di analisi genetiche irripetibili. La discussione si è spostata anche sulla figura di “Ignoto 3”, un DNA misterioso rinvenuto nella bocca di Chiara Poggi, elemento che potrebbe rivoluzionare le accuse e portare alla riapertura del caso. Un’esperta ha spiegato che, se conservato correttamente, il DNA può essere ancora confrontato, ma senza elementi di confronto, quella traccia “non serve”. Giuseppe Brindisi ha commentato che “la presenza di Ignoto 3 riscrive tutto”, mentre De Rensis ha sottolineato l’importanza di evitare contaminazioni e di cercare con urgenza questa traccia.
Un altro punto di forte discussione è stato il “tampone orale” contenente una garza mai analizzata, nella quale è stato trovato il DNA di Ignoto 3. Tutti concordano sulla necessità di proseguire le indagini per fare chiarezza, con l’obiettivo di ottenere giustizia e verità.
La tensione in studio è salita alle stelle quando il conduttore ha chiesto a Stefano Zurlo se fosse normale parlare di “cappellate” in un’indagine così delicata. La risposta del giornalista, che ha ammesso che errori di questo tipo sono già stati commessi in altri casi, ha scatenato l’ira di De Rensis, che ha contestato la correttezza del verbale di interrogatorio di Sempio, chiedendo spiegazioni sul fatto che fosse firmato ma indicasse una durata di quattro ore. Zurlo ha tentato di chiarire, ma l’avvocato si è mostrato visibilmente irritato, interrompendo il discorso.
Il dibattito si è spostato anche su questioni pratiche, come l’ambulanza chiamata per Sempio e le sue condizioni di salute, con la giornalista Taccia che ha precisato che il suo assistito aveva assunto due Tachipirina 1000, spiegando il motivo del malore. La discussione si è infine inasprita quando De Rensis ha criticato aspramente il comportamento di alcuni giornalisti, definendo inaccettabile che si lasciassero i verbali aperti o si diffondessero notizie non verificate.
Il clima si è fatto talmente acceso che Giuseppe Brindisi è stato costretto più volte a intervenire per riportare l’ordine e calmare gli animi, evidenziando come il caso di Garlasco, a vent’anni di distanza, continui a dividere profondamente l’opinione pubblica e a suscitare emozioni forti. Le nuove piste investigative, tra cui la ricerca di “Ignoto 3” e le analisi tecniche ancora in corso, promettono di riaccendere il dibattito e di riaprire vecchie ferite, mantenendo vivo il mistero e la tensione attorno a uno dei delitti più discussi della cronaca italiana.




