Un (imbarazzante) video muto. E Boldrini viene ​sbertucciata dai social


È veramente difficile trovare un aggettivo per definire il penultimo video di Laura Boldrini.

Senza voler essere offensivi né eccessivamente cattivi, dopo aver visto e rivisto la performance social dell’ex presidente della Camera ci si chiede chi le abbia suggerito di prestarsi a un simile siparietto.

Partiamo dalla cronaca. Tre giorni fa, prima di Capodanno, la Boldrini ha condiviso un video sulla sua pagina Facebook per spiegare “al netto della propaganda” in cosa “consiste la cosiddetta manovra del popolo”. Nelle intenzioni della deputata di Leu sarebbe dovuto essere un filmato-verità sui contenuti della legge di Bilancio approvata dal Parlamento. Ma non è venuto benissimo.

In una rivisitazione malriuscita di quanto fatto da Bob Dylan per ‘Subterranean Homesick Blues’ nell’aprile del 1965, l’ex presidente mostra a ripetizione un cartello con scritto la parola “fatto” mentre in sottofondo una voce fuori campo elenca i presunti punti della manovra giallo-verde. “Lega e Cinque Stelle hanno impedito alle opposizioni di discutere in Parlamento la legge di bilancio”, dice il narratore. E la Boldrini – muta – annuisce e mostra il cartello. “Lega e M5S hanno raddoppiato le tasse per chi aiuta le persone in difficoltà”, insiste la voce fuori campo mentre Laura muove goffamente il capo e alza di nuovo il foglio a favor di telecamera. Lo stesso copione si ripete sul “taglio dei fondi per l’istruzione e per la cultura” e sui “condoni fiscali” che favoriscono “i grandi evasori”. E giù movimenti ritmici della testa a labbra serrate della deputata. La noiosa monotonia si spezza (il cartello si trasforma in “non fatto”) solo quando l’ex presidente accusa la Lega di non aver “restituito i 49 milioni sottratti ai cittadini”. E poi silenzio imbarazzato.

Ora, non siamo esperti di comunicazione. Per cui lasciamo alla Boldrini e al suo spin doctor il diritto di credere che il video muto aumenterà il consenso dell’ex presidente. I dubbi sono tanti, ma non si sa mai. Ci sia permesso di dire che la strategia di comunicazione dovrebbe conformarsi al personaggio che la utilizza e in questo caso il “giovanilismo social” non sembra adattarsi all’immagine dell’onorevole Leu. Ma tant’è: era già stata criticata in passato, eppure continua a seguire lo stesso sentiero. Quindi faccia pure.

Ci limiteremo a riportare le reazioni degli utenti, che sulla pagina Facebook dell’onorevole si sono divisi tra sostenitori e detrattori. È su Twitter, invece, che si è scatenata la satira degli internauti. “Ho visto tantissimi esempi di comunicazione peracottara, ma questa li batte tutti”, scrive qualcuno. “Pare che nell’ultimo mese abbiano davvero messo il turbo”, sorride un altro utente. E poi è una valanga di “esilarante”, “no vabbè”, “fa tenerezza”, “mamma mia”. Giudichi il lettore.

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