Trump in crisi: in un mese perde 10 punti nei sondaggi, calano i consensi anche tra i Repubblicani

Donald Trump si trova attualmente in una delle fasi più difficili della sua presidenza, con un calo significativo nel sostegno popolare e una serie di crisi che mettono alla prova la sua leadership. Secondo l’ultimo sondaggio HarrisX/Harvard condotto su 2.097 cittadini repubblicani, il gradimento nei confronti del presidente è diminuito di 10 punti in un solo mese, passando da un indice di +76 a +66. Nonostante l’82% degli elettori repubblicani continui a sostenerlo, il dato nazionale è più preoccupante: il 50% degli americani disapprova l’operato di Trump, con il commento dell’analista della CNN Harry Enten che definisce questo come “il sondaggio peggiore per Trump nel suo mandato”.
Tensioni sociali e crisi migratoria in California
Uno dei fronti più caldi riguarda la gestione dell’immigrazione. Le proteste in California contro i raid dell’ICE sono aumentate, alimentate anche dalla decisione di Trump di inviare 4.000 riservisti e 500 marine per rafforzare le operazioni di controllo alle frontiere. Il governatore Gavin Newsom ha accusato apertamente il presidente di fomentare una crisi sociale, mentre l’approvazione pubblica dell’ICE è crollata, evidenziando il malcontento crescente tra la popolazione.
Politica economica: tra dazi e instabilità
Sul fronte economico, le misure protezionistiche adottate con i dazi hanno suscitato forti critiche. Le tariffe imposte su vari beni non hanno prodotto i benefici sperati, anzi hanno aumentato i costi per i consumatori e generato confusione tra i partner commerciali, in particolare con il Canada. Le continue retromarce diplomatiche hanno contribuito a creare un clima di instabilità e incertezza economica, minando la fiducia nel governo.
Fallimenti diplomatici e crisi in Ucraina
In campagna elettorale, Trump aveva promesso di risolvere il conflitto in Ucraina in 24 ore, ma i fatti hanno dimostrato il contrario. Gli sforzi diplomatici degli Stati Uniti si sono rivelati inefficaci, e il paese non è riuscito a contribuire concretamente alla pace. La recente apparente distensione con Vladimir Putin ha invece sollevato sospetti all’interno dello stesso partito repubblicano, alimentando divisioni e incertezze sulla linea diplomatica americana.
Tensioni nel Medio Oriente: dall’Iran a Israele
Anche sul fronte internazionale, Trump ha adottato una postura sempre più aggressiva. Dopo l’intervento diretto in Medio Oriente, con un’escalation tra Israele e Iran, il presidente ha assunto toni bellicosi, chiedendo la resa incondizionata dell’Iran e minacciando ulteriori escalation militari. Questa linea dura ha diviso l’opinione pubblica americana, alimentando il dibattito interno sulla strategia da adottare in una regione già instabile.