Trump affossa le Borse, Il petrolio torna oltre i 100 dollari, anche il gas in rialzo. Bce, previsioni nere per l’inflazione

Le borse mondiali tornano sotto pressione, cancellando i segnali di recupero registrati nella giornata precedente. La ragione principale sono le crescenti tensioni in Medio Oriente e le dichiarazioni di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, che ha avvertito di possibili attacchi contro l’Iran “con estrema durezza” nelle prossime settimane. Questo scenario di crescente incertezza geopolitica ha già avuto effetti significativi sui mercati finanziari e sui prezzi delle materie prime.

L’onda di preoccupazione si è immediatamente riflessa sui principali asset globali. In Asia, le piazze azionarie hanno chiuso in netto calo, mentre i futures europei prevedono un avvio negativo nelle principali Borse continentali. In particolare, il comparto energetico avverte i maggiori impatti: il prezzo del petrolio ha superato nuovamente i 100 dollari al barile, con il Wti che si attesta a 105 dollari e il Brent che sfiora i 108 dollari. Anche il gas naturale ha registrato un forte balzo, superando i 50 euro al megawattora, con un aumento di oltre il 5% al Ttf.

Le tensioni geopolitiche si riflettono anche sul mercato valutario, dove l’euro ha registrato deprezzamenti sia sul dollaro che sullo yen. Il differenziale tra i titoli di stato italiani e tedeschi si è allargato, con lo spread Btp-Bund salito a 89 punti base rispetto agli 84 della giornata precedente, mentre il rendimento del decennale italiano si posiziona al 3,92%.

Le borse europee hanno aperto in calo: Milano ha lasciato sul campo l’1,5%, Parigi l’1,3%, Madrid l’1,49% e Francoforte l’1,51%. Anche Londra ha registrato un ribasso, seppur più contenuto (-0,69%). A pesare sono le parole di Trump, che ha annunciato possibili azioni militari contro l’Iran, alimentando le preoccupazioni di una nuova escalation nel Golfo Persico, soprattutto in concomitanza con le tensioni sullo Stretto di Hormuz.

Anche i mercati asiatici hanno mostrato segnali di difficoltà. A Tokyo, il Nikkei ha chiuso in calo pesante del 2,38% a quota 54.010 punti, mentre in India i principali indici, Sensex e Nifty, hanno ceduto rispettivamente l’1,96% e l’1,97%. La partenza negativa si estende anche alle piazze di Hong Kong e Shanghai.

Il panorama energetico si è ulteriormente complicato: il prezzo del gas naturale in Europa ha segnato un incremento del 5,4%, toccando i 50,07 euro al megawattora. Il rialzo dei prezzi energetici deriva non solo dalle tensioni geopolitiche ma anche dalle dichiarazioni di Trump, che hanno alimentato le preoccupazioni di un possibile intervento militare.

L’incertezza ha prodotto anche un aumento del costo del petrolio, con il Brent che ha raggiunto i 107,98 dollari e il Wti i 106,52 dollari, livelli che non si vedevano da tempo. Questa situazione mette in discussione le stime di inflazione e crescita, con la Banca centrale europea (Bce) che prevede un aumento dell’inflazione nel secondo trimestre del 2026 al 3,1%, punteggiata dall’impatto dei prezzi energetici in forte rialzo. Nel bollettino economico, l’istituto di Francoforte avverte che la prosecuzione del conflitto potrebbe portare a rincari più duraturi e rischi di trasmissione inflazionistica, anche all’inflazione di fondo.

Infine, le condizioni meteorologiche durante le festività di Pasqua e Pasquetta si stanno evolvendo, con previsioni che indicano un possibile cambiamento nel clima meteo, ma al momento l’attenzione rimane focalizzata sulla stabilità geopolitica e sui mercati energetici.

Tutti questi elementi contribuiscono a dipingere un quadro di alta volatilità e cautela sui mercati internazionali, con gli investitori pronti a muoversi con estrema attenzione di fronte a uno scenario globale sempre più instabile.