Tessera sanitaria, multe in arrivo per gli italiani: cosa cambia e chi rischia
Roma, 5 febbraio 2026. L’Agenzia delle Entrate ha avvertito che, a partire da quest’anno, possono scattare sanzioni fino a 100 € per invii errati, incompleti o tardivi di dati collegati alla tessera sanitaria al Sistema Tessera Sanitaria (STS), il database nazionale che raccoglie informazioni sulle prestazioni sanitarie utili anche per la dichiarazione dei redditi precompilata.
La norma, già nota tecnicamente da tempo, prevede che ogni singolo documento di spesa sanitaria che non venga correttamente trasmesso al sistema può essere soggetto a una sanzione di base pari a 100 €. Tale importo è applicabile per ciascun documento non inviato o inviato in modo irregolare, senza possibilità di cumulazione agevolata tra più elementi, secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate in specifiche risoluzioni.
Secondo le regole attuali, operatori sanitari, medici, dentisti e strutture sanitarie che hanno l’obbligo di inviare al STS le informazioni relative alle prestazioni erogate nei confronti delle persone fisiche sono gli soggetti maggiormente esposti al rischio di sanzioni qualora non rispettino gli adempimenti. I dati trasmessi vengono utilizzati anche ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, uno strumento fondamentale per molti contribuenti.
Le multe non si applicano invece ai cittadini che semplicemente usano la tessera sanitaria per accedere alle prestazioni sanitarie: per gli italiani comuni non cambia nulla nell’uso quotidiano del documento. Il rischio di sanzioni riguarda esclusivamente gli obblighi di comunicazione dei dati da parte di chi fornisce le prestazioni sanitarie.
In pratica, il sistema sanzionatorio punta a rafforzare la correttezza e la tempestività delle comunicazioni per migliorare l’affidabilità dei dati fiscali e sanitari, evitando omissioni che potrebbero falsare le dichiarazioni precompilate o ritardare l’erogazione di servizi.
Le sanzioni di 100 € possono essere ridotte in via di “ravvedimento operoso” se i dati vengono messi in regola entro un certo termine dalla scadenza, consentendo a chi ha commesso un errore o un ritardo di limitare l’onere economico.