Terremoto politico a Milano: indagato anche il sindaco Beppe Sala, le accuse
Una vasta inchiesta della Procura di Milano sta scuotendo il mondo dell’urbanistica e della politica cittadina, con il sindaco Giuseppe Sala finito sotto inchiesta per presunti illeciti nella gestione dei progetti di rigenerazione urbana. Le accuse, che includono induzione indebita e false dichiarazioni, si intrecciano con un quadro complesso di corruzione, pressioni e favoritismi che coinvolge numerosi esponenti politici, imprenditori e professionisti.
Tra gli indagati figurano anche l’assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi, l’imprenditore Manfredi Catella, l’ex presidente della Commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni e l’architetto di fama internazionale Stefano Boeri. In totale sono 21 le persone coinvolte, con ipotesi di reati che vanno dalla corruzione alla falsificazione di valutazioni sugli appalti pubblici. Le misure cautelari sono al vaglio del giudice per le indagini preliminari, Mattia Fiorentini, che deciderà dopo gli interrogatori programmati per il 23 luglio.
Le indagini si concentrano su una serie di episodi chiave, tra cui la nomina di Marinoni a presidente della Commissione Paesaggio nel 2024, avvenuta in circostanze sospette. Secondo gli inquirenti, la nomina sarebbe stata pilotata da Tancredi, che avrebbe spinto affinché Marinoni mantenesse un ruolo strategico, consentendo a società come Coima, legata a Catella, di ottenere benefici illeciti. La vicenda si intreccia con le controversie sul progetto del grattacielo Pirellino, firmato da Catella e Boeri, che ha visto una svolta improvvisa nel parere favorevole della Commissione Paesaggio, dopo una fase iniziale contraria.
Le intercettazioni e le comunicazioni tra gli indagati dipingono un quadro di pressione e tensione. In un messaggio vocale, Boeri si rivolge a Catella e manifesta “grande preoccupazione” per il possibile rifiuto del progetto, mentre in un’altra comunicazione spinge Sala a intervenire direttamente, invocando un colloquio urgente con Marinoni. La chat WhatsApp tra Boeri e il sindaco rivela un tono deciso e perentorio, con Boeri che conclude con un “Prendilo come warning per domani”. La risposta di Sala, seppur distaccata, lascia intendere una consapevolezza delle pressioni in atto: “Mi dicono che non è solo Marinoni. So quello che mi riferiscono. Devo fidarmi di Giancarlo”.
Il giorno successivo, Boeri informa Catella dell’ottenimento del parere favorevole, mentre Marinoni, sotto pressione, avrebbe ceduto alle interferenze politiche e personali, approvando il progetto “a testa bassa” il 5 ottobre 2023. Secondo gli inquirenti, questa dinamica rappresenta un esempio di “corruzione circolare”, un sistema apparentemente legittimo ma profondamente viziato, che avrebbe favorito aumenti di volumetrie e altezze degli edifici privati mascherati da finalità pubbliche, come l’edilizia sociale.
Le indagini evidenziano inoltre come il sistema abbia coinvolto grandi trasformazioni urbane di Milano, dai Bastioni di Porta Nuova allo studentato post-olimpico di Porta Romana, fino al controverso progetto della Torre Botanica. In tutti questi interventi, il ruolo di Boeri appare centrale, con sospetti che abbia agito con piena consapevolezza delle proprie richieste e del loro peso politico e urbanistico.


