Strage Crans-Montana: arrestato il proprietario di Le Constellation, Jacques Moretti
L’indagine sulla tragica strage di Capodanno avvenuta nel locale La Costellazione di Crans-Montana accelera con un importante sviluppo: l’arresto di Jacques Moretti, proprietario del locale, deciso questa mattina dalla procura di Sion. L’udienza di interrogatorio, durata circa sette ore e mezza, ha portato alla decisione di disporre la custodia cautelare nei confronti dell’uomo, che si trova ora nelle mani della giustizia svizzera.
Un interrogatorio intenso e decisione tempestiva
L’arresto di Moretti si è reso necessario a seguito di un quadro accusatorio che lo vede coinvolto in diverse ipotesi di reato, tra cui omicidio colposo, incendio colposo e lesioni colpose. La procura di Sion, al termine dell’interrogatorio, ha motivato la decisione di procedere con il fermo sulla base del pericolo di fuga ritenuto ormai evidente, in vista della convocazione del giudice per la convalida che dovrà avvenire entro 48 ore.
Il soggetto è stato trasferito in un pulmino accompagnato da un contingente di agenti, mentre la moglie Jessica, presente all’udienza, è uscita in lacrime e senza misure restrittive. Jessica Maric ha rotto il silenzio solo con poche parole, affidate alle telecamere di Léman Bleu: «Ci tengo a porre le mie scuse», ha detto, pur senza fornire ulteriori spiegazioni o chiarimenti, lasciando spazio a molte interpretazioni rispetto alle sue reali emozioni in un momento così drammatico.
La tensione e le pressioni delle vittime
L’inizio della giornata aveva già evidenziato il clima di grande tensione: Jessica Moretti, visibilmente spaventata, si era presentata con il marito di fronte ai magistrati. La scena si è svolta nel silenzio più totale, tra occhi puntati e domande inevase, con i giornalisti che pressavano per ottenere dichiarazioni. Solo la breve frase di Jessica ha rappresentato un’eccezione a questa atmosfera di riserbo.
Le parti civili, rappresentate dagli avvocati delle vittime, avevano insistentemente richiesto l’intervento del giudice affinché gli indagati non rimanessero a piede libero, prontamente ascoltati dal pubblico ministero. La decisione di arrestare Jacques Moretti appare come un messaggio forte di gravità, sintomatico della necessità di risposte e di una giustizia che si mostra, in questa fase, decisamente più rigorosa.
Un’atmosfera di attesa e inquietudine
Il paese e la comunità locale si trovano ora in stato di attesa: il tribunale di Sion dovrà pronunciarsi nelle prossime 48 ore sulla convalida del fermo, un passaggio che potrebbe segnare un punto di svolta per l’intera inchiesta. L’intera vicenda, ancora avvolta da dolore, domande senza risposta e fermento pubblico, tiene tutti col fiato sospeso.
Il clima resta di grande incertezza, mentre sullo sfondo si assiste alla crescente pressione mediatico-giudiziaria e alle forme di solidarietà delle vittime e dei familiari, ancora scossi dall’orrore di quella notte. La speranza, ora, è di fare luce quanto prima sulla dinamica di una tragedia che ha lasciato una ferita profonda nel cuore del Vallese e oltre.