Stop al burqa, ma il divieto non sarà facile da applicare

 

Berlino I Paesi Bassi dicono no al velo integrale. Il divieto di celare il volto nei luoghi pubblici con un burqa, un niqab ma anche con un passamontagna o un casco per moto è entrato in vigore il primo luglio.

Chi vuole salire su un autobus o accedere a un ospedale dovrà dunque scoprire il volto: chi non rispetta la legge rischia multe fino a 150 euro. L’applicazione della legge resta tuttavia difficoltosa: i conducenti di autobus e tram potranno invitare chi sale a bordo a mostrare il viso, ma solo la polizia potrà impedire l’accesso ai mezzi di trasporto ai passeggeri dal volto coperto. O meglio alle passeggere, visto che la legge è principalmente rivolta a circa 300 donne di fede islamica che indossano il burqa o il niqab in Olanda.

Fatto curioso, riporta la testata Nrc, il ministero degli Interni ha emesso una circolare per invitare al rispetto della legge un’organizzazione che si stava già organizzando per aggirarla: la polizia di stato. Per timore che le donne velate integralmente non denuncino più le violenze ai loro danni, la polizia aveva lasciato capire che avrebbe organizzato spazi riservati in cui le donne col burqa potessero farsi identificare magari da una poliziotta. Secondo il ministero, invece, la legge si applica senza eccezioni: al massimo se una donna rifiuta di rimuovere il velo dopo essere entrata nell’edificio, si potrà cercare di aiutarla telefonicamente. Anche l’ospedale Olvg di Amsterdam ha fatto sapere che di norma rifiuta «solo chi si comporta male», lasciando intendere che disapplicherà la legge se necessario. Insomma, l’applicazione di una norma proposta per la prima volta 13 anni fa dai sovranisti del Partito della Libertá (Pvv) di Geert Wilders parte fra i dubbi di chi ritiene il provvedimento inutile o lesivo dei diritti dei musulmani. Fra questi il sindaco islamico di Rotterdam, Ahmed Aboutaleb, secondo cui «la polizia ha altro da fare e Rotterdam ha altre priorità».

Eppure in Egitto già nel 2009 l’allora grande imam di al-Alzhar, Muhammad Sayyid Tantawi, fra le massime autorità del mondo sunnita, aveva definito niqab e burqa estranei all’islam e segno di radicalismo. In Algeria le donne che lavorano a contatto col pubblico non possono indossare il velo integrale. Divieti di accesso agli uffici pubblici sono in vigore in Tunisia e nel Marocco di re Mohammed VI, discendente del Profeta e Comandante dei Fedeli. Il velo integrale è vietato in Tagikistan, Ciad, Camerun, Cina, Congo, Gabon. E dopo gli attentati di matrice islamica pure in Sri Lanka.

 

Fonte: http://www.ilgiornale.it/

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