
Il ritrovamento è avvenuto sul lago di Garda, in località Punta San Vigilio, nel comune veronese di Garda. Alcuni bagnanti, nella tarda mattinata, intorno alle 12.30, hanno notato un corpo in acqua e hanno dato subito l’allarme. La vittima è una donna di circa 30 anni, di origine moldava.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri della Compagnia di Peschiera e della stazione di Bardolino, la polizia locale e il personale del 118. I soccorsi sono arrivati rapidamente, ma per la giovane non c’è stato nulla da fare. La salma è stata recuperata e trasferita per gli accertamenti.
Con il passare delle ore, gli investigatori hanno iniziato a ricostruire gli ultimi movimenti della donna. Secondo quanto emerso, viveva con la madre nella Bassa Veronese ed era seguita da tempo da uno specialista per problemi di salute. Alla famiglia avrebbe detto che avrebbe trascorso qualche ora al lago con un’amica.

La mattina successiva, però, la madre ha provato a contattarla senza ricevere risposta. Preoccupata, ha chiamato l’amica indicata dalla figlia, scoprendo un particolare inatteso: la giovane non sarebbe mai andata al lago con lei. Poco dopo è arrivata la conferma più dolorosa, con il ritrovamento del corpo a Punta San Vigilio.
La salma è stata portata all’Istituto di Medicina Legale dell’ospedale di Borgo Roma, a Verona. Sarà il magistrato a valutare se disporre l’autopsia. Al momento non sarebbero stati rilevati segni di violenza, ma le indagini restano aperte per chiarire se si sia trattato di malore, caduta accidentale o altro.
