Sparatoria Trieste, chef Rubio sui social: «Omicidio di Stato». Salvini: «Non sei chef, sei stupido»


Durissimo botta e risposta tra chef Rubio e Matteo Salvini sui social. L’ogetto della polemica stavolta riguarda la tragedia della sparatoria avvenuta a Trieste, dove hanno perso la vita due poliziotti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego. «Per servire il Paese (i cittadini, no i coglioni che vi mandano a morire), bisogna essere dei virtuosi, viverla come missione e non come lavoro, essere impeccabili, colti, preparati fisicamente e mentalmente così da gestire qualsiasi imprevisto. I colpevoli sono sopra non sotto». Rubio già ieri aveva parlato di «giovani impreparati» mandati «a morire» e oggi ribadisce il concetto di “omicidio di Stato”. «Ditemi se è normale che due fermati senza manette possano fare sto macello? E se no conflitto a fuoco fosse morto un civile? Vostro figlio? Un vostro caro? Voi? Quando scrivo tragedia è ovvio che dispiace, piccoli analfabeti funzionali», scrive oggi Rubio su Twitter.

 

A loro, forse, agli «analfabeti funzionali», lo chef, al secolo Gabriele Rubini, si rivolge quando, appena un’ora più tardi, scrive: «I social nascono per creare dibattiti, confronti costruttivi e auspicare migliorie da apportare al mondo reale. In mano vostra sono diventati dei campi di battaglia dove si insulta gratuitamente la persona che porta spunti di riflessione. Sapete che c’è: ve meritate st’Italia». E ancora, sempre su Twitter, commenta un post dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini in cui scriveva che «l’infame assassino dei due poliziotti è uno straniero con ‘disagio psichicò»: «Invece di dire “sono una merda” – scrive lo chef – compaio a fare il pianto greco solo quando muoiono ma quando sono in vita li faccio lavorare nella totale insicurezza a rischio della loro vita e di quella dei cittadini, scrive ste trovate. Matteo Salvinimi – lo ribattezza – & co. responsabili di queste morti».

 

Il leader della Lega non attende e risponde che «a volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio. Non sei uno ‘chef’ – scrive Salvini – sei uno stupido». «E puntuale l’ominicchio messo di fronte alle sue responsabilità – gli fa eco Rubini -al suo essere una nullità in campo politico e sui social (almeno io le mie cose me le scrivo da solo) e al suo fare tutto tranne che ciò per cui è pagato (anche da me), fa il bulletto senza però scalfirmi». Ed è di mezz’ora fa l’affondo dello chef: «Matteo Salvini, invece di postare foto in cui sei abbracciato a persone che servono il Paese (non solo il tuo) che lasci morire senza la benché minima tutela, invece di sederti dalla D’Urso o andà a prende ‘e pizze da Lilli (Gruber, ndr), spegni i social e lavora!».

 

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