Simona Cinà, parla l’amica: “Fino alle 3 stava bene, mi tormenta il rimorso di non essere rimasta”

Sono ancora molti i punti oscuri che avvolgono la tragica morte di Simona Cinà, la giovane atleta trovata senza vita in una piscina della cittadina palermitana. La serata che sembrava normale, tra amici, musica e giochi in acqua, si è conclusa in modo improvviso e inspiegabile, lasciando dolore e interrogativi tra familiari, amici e tutta la comunità.

Le ultime ore di Simona

A ricostruire gli ultimi momenti di vita della ragazza è Francesca Evola, 20 anni, amica e compagna di studi in Scienze motorie, che ha parlato in esclusiva a Repubblica. Francesca racconta di aver trascorso con Simona una serata all’insegna del divertimento, iniziata con una pizza tra amici, seguita da una festa in piscina. “Abbiamo giocato a palla in acqua, anche vestite, con i cocktail in mano. Simona era serena, lucida, piena di vita. Nulla faceva presagire quello che sarebbe successo”, ha detto con voce commossa.

L’ultimo contatto e il rimorso

Verso le 3:20 di notte, Francesca ha lasciato la festa, lamentando freddo e decidendo di andare via. “Le ho detto che volevo andarmene, e lei mi ha risposto: ‘Va bene, domani scendiamo a giocare al campo’”, ricorda. La ragazza si dice ancora tormentata dal senso di colpa di non essere rimasta con Simona fino all’ultimo istante. “Mi sarebbe piaciuto poterla aiutare, capire se qualcosa non andava”, confessa.

Dubbi e ipotesi

La versione di Francesca contrasta con la tesi dell’incidente accidentale. La giovane atleta, infatti, era nota per le sue capacità di nuoto e per la bravura negli sport. “L’acqua era bassa e Simona sapeva nuotare bene. Non credo a un annegamento accidentale”, afferma. La famiglia e gli inquirenti stanno comunque indagando, alla ricerca di risposte, raccogliendo testimonianze e analizzando anche alcuni video rimossi dai social subito dopo l’accaduto.

Il dolore e la richiesta di verità

Il legale della famiglia Cinà ha chiesto chiarezza, sottolineando la necessità di fare luce su quanto accaduto. La comunità siciliana si stringe intorno alla famiglia, mentre il caso si configura come uno dei misteri più inquietanti degli ultimi tempi, tra dubbi, omissioni e domande senza risposta.

Simona era molto più di un’atleta: era un esempio di vitalità, dedizione e sorriso. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, e il suo ricordo si intreccia con la richiesta di giustizia e verità. La speranza è che le indagini possano chiarire ogni dettaglio e rendere giustizia a una giovane vita spezzata troppo presto.