Simona Cinà, i genitori ascoltati per tre ore in procura: “Abbiamo svelato vita e segreti”

La tragica morte di Simona Cinà, giovane pallavolista di appena vent’anni, continua a scuotere l’opinione pubblica e a tenere con il fiato sospeso gli inquirenti. La ragazza è stata trovata senza vita nella piscina di una villa a Bagheria nella notte tra venerdì e sabato, e le autorità hanno avviato un’indagine approfondita per fare luce su quanto accaduto.

Le prime analisi scientifiche sul corpo di Simona sono state effettuate ieri al Policlinico di Palermo. Tomografia assiale, radiografie e risonanza magnetica sono stati eseguiti in vista dell’autopsia, prevista per domani, con l’obiettivo di individuare eventuali fratture, emorragie interne o altre anomalie che possano aiutare a ricostruire la dinamica dei fatti. Solo l’anatomopatologo Tommaso D’Anna potrà stabilire se la giovane sia morta per annegamento o se fosse già priva di vita prima di finire sul fondo della piscina, determinando così le cause esatte del decesso attraverso la presenza o assenza di acqua nei polmoni.

Nel frattempo, la famiglia di Simona ha incontrato i magistrati e i carabinieri di Bagheria, fornendo dettagli sulla vita privata della ragazza e sui suoi ultimi giorni. I genitori, Giusy e Luciano, insieme alla sorella Roberta e alla cugina Gabriella, hanno partecipato a un lungo incontro durato oltre tre ore, durante il quale hanno condiviso ricordi e segreti di Simona, cercando di aiutare le indagini a ricostruire le ore precedenti alla tragedia. La famiglia ha anche nominato un proprio perito di fiducia per contribuire alle analisi.

Le indagini sono condotte con grande attenzione dal sostituto procuratore di Termini Imerese, Raffaele Cammarano, e dai carabinieri della compagnia di Bagheria. La speranza è di ottenere risposte definitive in tempi brevi, anche se gli esami tossicologici e istologici richiederanno circa 45 giorni per essere completati.

Tra le testimonianze raccolte, anche quella di Francesco Tilotta, ex fidanzato di Simona nel 2022 e recentemente tornato a frequentarla come amico. “Aveva due cieli negli occhi”, ha dichiarato prima di essere ascoltato, esprimendo il suo smarrimento di fronte a quanto accaduto. La famiglia ha richiesto l’interrogatorio, dimostrando la volontà di non tralasciare nessuna pista.

Simona emerge dalle testimonianze come una ragazza solare, studiosa e appassionata di sport, profondamente legata alla famiglia e lontana da ogni eccesso. La cugina Gabriella, anche lei ex pallavolista, ha ricordato: “Parlavamo spesso di pallavolo e di libri, perché lei amava molto studiare e leggere. Sembrava in pieno controllo della sua vita, e proprio questa morte improvvisa e misteriosa è difficile da accettare per tutti”.