SE PENSI SPESSO AD UNA PERSONA CARA CHE NON C’È PIÙ, LEGGI QUESTA! HA UN MESSAGGIO PER TE..

Quella che stai per leggere è una poesia/preghiera diventata molto popolare in questi ultimi anni, la quale si sente spesso recitare in conclusione di alcuni funerali. Sono parole piene di amore e di speranza, tese a non interrompere il flusso di affetti che lega i vivi al defunto. È significativo che, quasi per sostenere questa continuità di affetti, in questa preghiera, sia l’estinto stesso a rivolgersi ai suoi cari.*Ancora oggi non si hanno certezze sull’origine di queste parole, la preghiera sembra essere attribuita in primis a Sant’Agostino (354-430), altre fonti autorevoli attribuiscono invece la poesia al canonico anglicano Henry Scott Holland, basandosi sull’unica cosa certa che la preghiera fa parte di un sermone pronunciato dopo la morte del re Edoardo VII (1910).Non ha importanza su chi abbia scritto queste parole, la cosa certa è che ha lasciato in eredità al mondo un amore immortale…

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.