«Desidero assicurare il Parlamento che la situazione del Paese è seguita con la massima attenzione. Prendo in considerazione ogni minimo segnale di allarme perché la protesta non venga a turbare ulteriormente un clima già profondamente scosso dalle conseguenze della seconda ondata». Ne parla il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese nel corso dell’informativa al Senato sui recenti disordini accaduti in alcune città italiane.

Lamorgese: «Consapevoli delle difficoltà»

Poi il ministro Lamorgese tende a rassicurare gli italiani. «Siamo pienamente consapevoli delle difficoltà che le misure emergenziali sia governative sia quelle disposte dalle Regioni hanno determinato per la generalità degli italiani. Soprattutto per alcune categorie particolarmente colpite. Ho già detto e ribadisco che il governo è in costante ascolto delle voci di disagio. E per tale ragione già dalla scorsa primavera sono stati messi in campo interventi a supporto dei lavoratori e delle categorie maggiormente in sofferenza».

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«Assicurare la tenuta sociale del Paese»

«Il bene comune è quello di tenere insieme il Paese in questo momento. E di respingere ogni tentativo di aizzare la protesta e di alimentare derive ribellistiche. L’obiettivo comune deve comunque essere quello di assicurare la tenuta sociale del Paese. Da un lato con l’impegno profuso dal governo proprio in queste ore di garantire risorse adeguate alle famiglie e alle imprese più esposte. Dall’altro attraverso una ferma azione di contrasto delle azioni violente tesa a garantire la sicurezza di tutti nel pieno rispetto della libertà costituzionale di manifestazione del pensiero».

«Inqualificabili episodi di violenza»

E poi ancora. «Accanto alle civili proteste di cittadini e lavoratori per le nuove misure più restrittive, abbiamo assistito a inqualificabili episodi di violenza e guerriglia urbana. Connotati da atti di vandalismo e veri e propri saccheggi. Si è trattato di episodi che hanno trovato nelle ragioni del malcontento soltanto un occasionale pretesto. Lo conferma il fatto che tutti i vari episodi di violenza accaduti nelle varie piazze d’Italia hanno visto all’opera soggetti che nulla hanno a che fare con le categorie interessate dall’applicazione dei provvedimenti governativi anti-Covid».

L’ammissione di Lamorgese

«È stato accertato che a tali manifestazioni hanno partecipato in maniera preponderante frange violente riconducibili a vari e distinti ambiti. Che vanno dai movimenti di estrema destra e dai centri sociali. Uniti dalla tematica “negazionista”. Fino a ricomprendere i settori più estremi delle tifoserie. Non è da sottacere il contributo di frange giovanili. Conseguente al rinnovato attivismo negli ambienti studenteschi e di una componente violenta di disagiati sociali. Composta anche da extracomunitari che si inseriscono opportunisticamente nella protesta per un mero tornaconto personale. Come avvenuto in occasione degli scontri di Milano e Torino del 26 ottobre». Lamorgese ha poi chiarito che «delle 28 persone denunciate a Milano per danneggiamento e violenza 13 sono minorenni».

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