“Scomparso per tre giorni”. Garlasco, la mossa dei legali di Sempio

Nelle ultime settimane il lavoro del pool difensivo si è concentrato soprattutto sulla preparazione delle perizie da depositare entro la conclusione delle indagini preliminari, con l’obiettivo di contestare gli elementi ritenuti centrali dall’accusa.
I test psicologici e il lavoro dei consulenti
Per costruire la strategia difensiva, Andrea Sempio sarebbe stato sottoposto a una lunga serie di colloqui, test e questionari psicologici. Secondo quanto emerso, per registrare le sue risposte sarebbero state utilizzate anche due telecamere.
Tra gli esami affrontati dal 38enne ci sarebbe stato anche il test MMPI, il Minnesota Multiphasic Personality Inventory, considerato uno degli strumenti più utilizzati per l’analisi della personalità e della salute mentale.
La seduta, secondo quanto riportato, sarebbe durata circa un giorno e mezzo e avrebbe lasciato Sempio particolarmente provato. “Per un giorno e mezzo Andrea Sempio è stato bombardato da una raffica di domande sulla sua vita e le sue pulsioni”, scrive il Corriere della Sera.
Il lavoro della difesa si sarebbe svolto nei laboratori del centro diagnostico “Genomica”, vicino alla stazione Tiburtina di Roma, dove gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia avrebbero coordinato i consulenti incaricati delle varie perizie.
La consulenza psicologica e i “soliloqui” in auto
Uno degli accertamenti ritenuti più importanti riguarda la consulenza “personologica” affidata alla psicologa e psicoterapeuta Valentina Marsella.
L’obiettivo della difesa sarebbe quello di fornire una lettura alternativa rispetto alle conclusioni formulate dal Racis dei carabinieri, secondo cui Andrea Sempio avrebbe “un’innata capacità a mentire”.
Uno dei punti più delicati riguarda i cosiddetti “soliloqui” registrati in auto. Per i pubblici ministeri quei dialoghi rappresenterebbero una sorta di confessione implicita e dimostrerebbero la conoscenza di dettagli legati al delitto, tra cui il presunto video intimo di Chiara Poggi che Sempio avrebbe sempre negato di aver visto.
La difesa, però, respinge questa interpretazione. “Commentava un podcast — ha spiegato l’avvocato Cataliotti — e comunque è sua abitudine ripetere a voce alta discorsi sentiti in tv o letti sui giornali”.
Le perizie sulla scarpa e sull’impronta 33
Quella psicologica è soltanto una delle consulenze che il pool difensivo intende depositare nei tempi previsti dall’avviso di conclusione delle indagini.
Tra gli accertamenti ritenuti più importanti c’è anche una perizia antropometrica relativa alla traccia di scarpa repertata sulla scena del crimine.
“È molto importante — ha spiegato il consulente di parte Armando Palmegiani —. Sempio calza sicuramente una scarpa 44 e questa misura è incompatibile con la traccia a pallini di una scarpa Frau 42 repertata sul luogo del delitto e attribuita all’assassino”.
Parallelamente la difesa starebbe preparando anche una perizia informatica, una consulenza medico-legale in risposta alle valutazioni dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, una relazione sulla Bloodstain Pattern Analysis e una consulenza dattiloscopica relativa alla cosiddetta “impronta 33”.
Il nodo dell’impronta sulle scale
Proprio l’impronta trovata sulla parete delle scale della villetta di via Pascoli rappresenta uno degli elementi considerati più rilevanti dall’accusa.
Secondo i pm quella traccia sarebbe compatibile con l’impronta di Andrea Sempio e apparterrebbe all’assassino di Chiara Poggi. A sostegno di questa tesi viene richiamata anche la testimonianza di un ufficiale del Ris, secondo cui la traccia “sembrava lasciata da una mano bagnata”.
La difesa, però, contesta la certezza dell’attribuzione. Secondo i legali, anche nel caso in cui l’impronta fosse realmente riconducibile a Sempio, potrebbe essere stata lasciata in precedenza, dal momento che il 38enne frequentava abitualmente quella cantina insieme all’amico Marco Poggi.
“Siamo sfiniti”: il silenzio della difesa
Al termine della tre giorni romana, Andrea Sempio e i suoi avvocati sono rientrati a Milano evitando il più possibile il contatto con giornalisti e fotografi.
“Siamo veramente sfiniti, soprattutto Andrea — ha dichiarato l’avvocata Angela Taccia —. Da una settimana è sempre con noi o tumulato in casa. Come se fosse già ai domiciliari”.
Da ieri la difesa ha deciso di interrompere temporaneamente le interviste per concentrarsi esclusivamente sull’analisi degli atti e sulla preparazione delle consulenze tecniche.
Resta inoltre aperta la valutazione su un eventuale interrogatorio di Andrea Sempio prima della possibile richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia, mentre il caso Garlasco continua a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica italiana.

