Sciopero generale, manifestanti assaltano La Stampa: redazione occupata e vetri rotti

Un episodio di violenza e intimidazione ha sconvolto la città di Torino nel primo pomeriggio di venerdì, suscitando un’ondata di condanna e preoccupazione tra cittadini, istituzioni e mondo politico. Durante una giornata di sciopero generale che aveva radunato circa duemila persone in piazza, un gruppo di circa cento manifestanti si è staccato dal corteo principale e ha assaltato la sede del quotidiano La Stampa, in via Ernesto Lugaro.

L’attacco, motivato dall’accusa rivolta ai giornalisti di essere “complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin”, imam di via Saluzzo, ha avuto come scena principale il lancio di letame contro i cancelli, scritte sui muri e un’irruzione all’interno della redazione. Decine di manifestanti sono riusciti a forzare un ingresso secondario, penetrando negli uffici e portando il conflitto direttamente nel cuore della libertà di informazione. Davanti all’ingresso principale, uno striscione con il messaggio “Free Shahin” sottolineava il legame tra la protesta e la vicenda giudiziaria dell’imam.

L’azione si è conclusa con l’intervento delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, che hanno disperso i manifestanti dopo decine di minuti di tensione. La redazione ha subito danni materiali, con porte sfondate, scritte sui muri e materiale di lavoro gettato a terra. Solo l’intervento della polizia ha evitato il peggio, mentre i manifestanti si sono ricompattati in corteo e hanno annunciato un presidio davanti alla Prefettura di Torino alle ore 18, per chiedere l’immediata liberazione di Mohamed Shahin.

Condanna unanime da parte delle autorità politiche e civili

Le reazioni istituzionali sono state ferme e dure. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha definito l’accaduto “inaccettabile”, sottolineando come episodi di violenza contro l’informazione rappresentino un attacco ai principi democratici e alla libertà di stampa. “La confusione tra dissenso e violenza è inaccettabile – ha affermato Cirio – e condanniamo fermamente ogni atto che mira a intimidire i giornalisti e a mettere in discussione il ruolo fondamentale dell’informazione”.

Anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha espresso solidarietà alla redazione de La Stampa, condannando con forza l’irruzione e i danneggiamenti. “L’attacco a un simbolo della libertà di stampa è un atto grave e inaccettabile – ha dichiarato Lo Russo – auspico che le forze dell’ordine individuino i responsabili al più presto. La città di Torino non può tollerare simili episodi”.

Reazioni politiche e sociali: un attacco alla democrazia

Le forze politiche hanno espresso un giudizio severo sull’accaduto. Il senatore Roberto Rosso e il segretario cittadino di Forza Italia, Marco Fontana, hanno definito l’irruzione un “atto gravissimo” e un “salto di qualità nella violenza che sta soffocando Torino”. Hanno sottolineato come si tratti di un attacco diretto alla libertà di informazione e alla democrazia, criticando anche il silenzio di alcune parti della politica locale che, secondo loro, minimizzano o tollerano simili comportamenti.

Da Fratelli d’Italia, la vicecapogruppo alla Camera Augusta Montaruli ha espresso “assoluta vicinanza e solidarietà al quotidiano La Stampa”, collegando l’episodio alla figura dell’imam Shahin e alla pericolosità di certi ambienti. “La libertà di stampa deve essere tutelata – ha affermato Montaruli – e questa aggressione dimostra quanto sia urgente rafforzare il nostro sistema democratico”.

L’episodio di Torino si inserisce in un quadro di crescente preoccupazione per la tenuta delle libertà fondamentali e il rispetto delle regole democratiche, con molti che chiedono un rafforzamento delle misure di sicurezza e un impegno deciso contro ogni forma di intimidazione e violenza contro la stampa e le istituzioni.

Il clima di tensione resta alto, mentre la città si prepara a manifestazioni di solidarietà e a iniziative per difendere i valori della libertà di informazione e del vivere civile.