
Dura lex sed lex, dicevano i latini e questo detto vale anche per questo nuovo obbligo. Il nuovo quadro normativo sulla micromobilità introduce un cambiamento decisivo: l’obbligo di assicurazione di responsabilità civile per chiunque possieda e utilizzi monopattini elettrici, pensato per riportare ordine e uniformità in un settore in rapida espansione e spesso difficile da controllare nelle sue dinamiche quotidiane sulle strade urbane moderne.
Le società di noleggio hanno già adattato i propri sistemi, applicando limiti digitali e controlli automatici, mentre cresce la preoccupazione per i conducenti privati, considerati più difficili da monitorare e spesso al centro delle principali criticità legate alla sicurezza stradale e agli incidenti registrati negli ultimi anni in aumento.
Secondo il presidente dell’associazione dei consumatori Gabriele Melluso, le regole già introdotte come casco e identificazione dei mezzi risultano spesso disattese, con comportamenti diffusi di inosservanza che alimentano una percezione di impunità e sollevano dubbi sull’efficacia dei controlli nelle grandi aree urbane italiane e aumento dei rischi stradali.

L’introduzione dell’obbligo assicurativo genera forti discussioni tra gli operatori, che denunciano un aumento dei costi e possibili ricadute sulla sostenibilità dei servizi, temendo che una regolamentazione troppo rigida possa ridurre l’offerta e spingere fuori mercato diverse realtà del settore della mobilità condivisa urbana tra imprese e utenti finali in crisi.
Il futuro dei monopattini resta incerto, sospeso tra esigenze di sicurezza pubblica e innovazione tecnologica, con il dibattito che contrappone sistemi di tracciamento digitale e identificazione fisica, mentre associazioni di settore come Assosharing sottolineano la necessità di equilibrio tra regolazione e sostenibilità del mercato e prospettive future.
