“Sarà presidente dopo Mattarella”. Quirinale, il centrodestra ha scelto: colpo di scena
Le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno riaperto con largo anticipo il confronto politico sulla successione al Quirinale. Intervenendo alla trasmissione Quarta Repubblica su Rete 4, la premier ha sostenuto che l’ipotesi di un presidente della Repubblica espressione del centrodestra non debba più essere considerata un tabù, dando così il via alle prime riflessioni in vista dell’elezione del Capo dello Stato prevista nel 2029.
Le dichiarazioni della leader di Fratelli d’Italia hanno immediatamente alimentato il dibattito sia all’interno della maggioranza sia tra le opposizioni, con la comparsa delle prime liste di possibili “quirinabili”. Nel centrodestra cresce infatti la convinzione che una coalizione di governo debba iniziare a ragionare anche sulla futura guida del Colle, pur nella consapevolezza che la partita è ancora lontana.
Fini: “È naturale che il centrodestra pensi al Quirinale”
A intervenire sul tema è stato anche l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, che in un’intervista al Foglio ha criticato le reazioni delle opposizioni alle parole della presidente del Consiglio.
«Ma secondo lei il primo governo con un premier di destra, con il primo partito della coalizione di destra, non deve pensare al Quirinale? Sono sinceramente sconfortato dalla banalità delle reazioni a una domanda posta in maniera intelligente», ha dichiarato Fini, giudicando del tutto legittimo che la maggioranza inizi a riflettere sui possibili scenari futuri.
I nomi che circolano nel centrodestra
Tra le ipotesi emerse nelle ultime ore, il primo nome è inevitabilmente quello della stessa Giorgia Meloni. Per Gianfranco Rotondi, una sua eventuale candidatura al Colle non rappresenterebbe uno scenario impossibile.
«Sicuramente Meloni capo dello Stato parte con gli sfavori dei precedenti, ma lei è una fantastica eccezione», ha osservato il parlamentare.
Accanto alla premier vengono indicati anche altri esponenti di primo piano della maggioranza. Una fonte di Fratelli d’Italia, citata dal Foglio, ha inserito tra i possibili candidati Antonio Tajani, Guido Crosetto, Raffaele Fitto, Ignazio La Russa e Alfredo Mantovano, sottolineando come nel 2029 terminerà anche il mandato europeo di Fitto, elemento che potrebbe riportarlo al centro della politica italiana.
Tra i profili ritenuti autorevoli compare inoltre Giulio Tremonti, mentre appare in calo l’ipotesi che possa emergere il nome del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Resta infine tra i possibili candidati anche l’ex presidente del Senato Marcello Pera.
Le preferenze di Forza Italia e Lega
All’interno della coalizione non manca però una pluralità di sensibilità. Forza Italia continua infatti a guardare con interesse a Letizia Moratti, considerata una figura istituzionale di alto profilo.
La Lega, invece, indica tra le possibili candidature il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli.
Al momento si tratta esclusivamente di valutazioni politiche e di indiscrezioni, senza alcuna candidatura ufficiale, ma sufficienti ad alimentare il confronto sulla futura successione al Quirinale.
Rotondi: “Le vere candidature nascono solo alla fine”
Lo stesso Gianfranco Rotondi invita comunque alla cautela, ricordando come la storia delle elezioni presidenziali italiane insegni che gli equilibri si costruiscono soltanto nelle fasi conclusive della partita.
«Tanto a destra quanto a sinistra i quirinabili sono sempre sconosciuti, perché gli equilibri si costruiscono solo alla fine, per sfinimento. Più che altro si possono enumerare quelli che avrebbero il rango per essere eletti presidenti della Repubblica. A destra ce ne sono tanti ma ovviamente non si può non partire dai presidenti delle due Camere, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, che hanno precedenti illustri nel nostro passato».
Parole che fotografano un dibattito ancora agli inizi ma destinato ad accompagnare la politica italiana nei prossimi anni. Se il voto per il nuovo Capo dello Stato è ancora lontano, il confronto sulle possibili candidature è già iniziato e promette di rappresentare uno dei temi centrali del futuro equilibrio politico nazionale.