Salvini e Trump su Parler. Ma il social viene sospeso: cos’era e come funzionava


Dopo il boom di adesioni la sospensione. Parler, il social network statunitense che sta conquistando i seguaci del presidente americano Donald Trump e della destra di tutto il mondo, è già costretto a una battuta d’arresto.

Amazon, Apple e Google gli hanno dichiarato “guerra” rimuovendolo dagli store delle applicazioni scaricabili e il server sul quale operava è già stato disattivato, rendendo di fatto inaccessibile la piattaforma agli utenti.

Il boicottaggio è scaturito in seguito al violento assalto di Capitol Hill avvenuto nei giorni scorsi che, secondo le accuse, sarebbe stato coordinato proprio attraverso Parler, dove alcuni assalitori del Campidoglio erano iscritti. Amazon, Apple e Google gli avranno anche dichiarato “guerra” ma Parler, il social network per conversare con più persone senza la stringente regola della censura, sta conquistando comunque popolarità e chi si iscrive sa già di poter incontrare utenti uniti dal sovranismo internazionale.

Il fondatore ha assicurato che entro una settimana il server verrà riattivato per garantire lo scambio di messaggi tra i suoi utenti. E nelle scorse ore il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato la sua adesione alla piattaforma con un messaggio semplice e conciso, per sondare il terreno: “Amici, da oggi anche su Parler. Happy to be on Parler, love from Italy”. L’account di Salvini ha ricevuto in poche ore già oltre 8000 follower e si aggiunge a quelli già presenti da tempo del senatore della Lega Alberto Bagnai e dei giornalisti Daniele Capezzone e Maria Giovanna Maglie. Il ledader della Lega ha aperto il suo account ufficiale sulla piattaforma già definita come prima alternativa a Twitter dei trumpiani che, dopo l’esclusione di Donald Trump dai social, sta conquistando i seguaci del presidente e della destra.

La popolarità di Parler è esplosa negli ultimi giorni, ma il social network statunitense fondato da John Matze è attivo in realtà dall’agosto 2018 nella versione app e web. Parler si propone come piattaforma fondata sulla libertà di parola, ma soprattutto alternativa imparziale ai social network come Twitter e Facebook. Una versione più “easy” dei competitor con regole meno stringenti e adatto alle conversazioni fra persone con idee conservatrici e militanti di estrema destra. Parler è diventato negli ultimi giorni più popolare tra i sostenitori di Trump, dopo che il presidente americano è stato sospeso da Twitter e Facebook.