Salvini e la festa del 2 giugno: scoppia la polemica sul ministro

Il giorno della Festa della Repubblica si trasforma in un nuovo terreno di confronto e tensione politica. L’assenza di Matteo Salvini alla tradizionale parata del 2 giugno ai Fori Imperiali non è passata inosservata, alimentando immediatamente reazioni, interpretazioni e letture divergenti sia all’interno della maggioranza di governo che tra le fila dell’opposizione.

Mentre nei palazzi della politica si moltiplicavano i punti di domanda sulla mancata partecipazione del vicepremier, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) è arrivata una linea di difesa netta per tentare di spegnere sul nascere il caso politico.

La difesa del Mit: «Al lavoro sui dossier urgenti e sul Pnrr»

Fonti vicine al ministero di Porta Pia hanno subito cercato di derubricare l’assenza a motivi puramente operativi, chiarendo che il leader della Lega è rimasto impegnato per tutta la mattinata su dossier considerati prioritari per il Paese.

Come riportato dalle agenzie di stampa, dal Mit si sottolinea che Salvini ha trascorso le ore della sfilata lavorando intensamente su “trasporti e opere pubbliche da completare, Pnrr in primis”, con un’attenzione particolare alla gestione delle infrastrutture strategiche. Tra le urgenze sul tavolo del ministro, anche il delicato tentativo di mediazione per evitare lo sciopero dei ferrovieri previsto per l’11 giugno.

Nonostante le spiegazioni tecniche, la scelta di disertare la cerimonia istituzionale più simbolica dell’anno ha comunque aperto inevitabili interrogativi politici, specie in un momento di forte esposizione dell’esecutivo proprio sui temi economici e sulle grandi opere.

Il commento di Tajani: «È un peccato quando si manca»

Le rassicurazioni dello staff di Salvini non sono bastate a chiudere il dibattito a margine delle celebrazioni a Roma. Il segretario di Forza Italia, nonché vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è intervenuto sulla vicenda con toni misurati ma politicamente pesanti:

«Salvini assente? Non so, lo dovete domandare a lui. Non c’erano neanche Conte e la Schlein, non li ho visti. È un peccato quando si manca…»

Le parole di Tajani hanno allargato il focus della polemica anche alle assenze dei leader del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, inserendo il caso in un quadro di scontro trasversale. Tuttavia, l’assenza del leader leghista continua a pesare in modo specifico proprio per il ruolo di primo piano che ricopre all’interno del Consiglio dei ministri, rendendo il dossier particolarmente sensibile per gli equilibri della coalizione.

La Russa smorza i toni: «Ognuno è dove vuole»

A gettare acqua sul fuoco, pur non rinunciando a una stoccata verso il centrosinistra, è stato il presidente del Senato, Ignazio La Russa. «Tranne Italia Viva, non ho visto un solo capogruppo dell’opposizione», ha osservato la seconda carica dello Stato a margine della cerimonia ai Fori Imperiali.

Interpellato direttamente dai giornalisti sulla mancata partecipazione del segretario del Carroccio, La Russa ha liquidato la polemica con una battuta netta:

«Salvini assente? Ognuno è dove vuole. Ma io non chiedo mai dove sono, sono altri che hanno la mania di chiedere…».

La giornata del 2 giugno evidenzia così una tensione sotterranea che attraversa i partiti di governo, dove la gestione dei tempi politici e delle agende istituzionali finisce per incrociarsi – e a volte scontrarsi – con la dimensione simbolica e formale dello Stato, che resta uno degli appuntamenti più presidiati e osservati del calendario nazionale.