Salvini contro i laicisti: “La nostra cultura non si tocca”


“Il crocifisso? Nelle aule di scuola meglio una cartina del mondo”.

È bufera per la sparata, l’ennesima, di Lorenzo Fioramonti, neo ministro M5s dell’Istruzione. Già, perché il pentastellato nei giorni scorsi aveva proposto di tassare le merendine. L’uscita dell’esponente di governo del Movimento 5 Stelle – peraltro a favore pure dello Ius culturae – è stato commentato a stretto giro da Matteo Salvini, impegnato in Umbria per la campagna elettorale. Il 27 ottobre, infatti, si voterà per eleggere il nuovo governatore e il consiglio regionale: da una parte il centrodestra, dall’altra l’asse 5s-Pd.

L’ex titolare del Viminale ha picchiato duro contro l’ex alleato di governo con un post su Facebook che ritrae Fioramonti che stringe la mano al premier Giuseppe Conte: “Prima l’idea di tassare merendine e bibite, adesso l’idea di togliere i crocifissi dalle aule: ma questo è un ministro o un comico?”. Dunque, in diretta video sul social, il numero uno del Carroccio ha aggiunto: “La nostra cultura, la nostra identità, la nostra storia, in ogni ufficio comunale un crocifisso e guai a chi lo tocca”. Dunque, la stilettata al grillino: “Fioramonti mi sembra un ministro più da centro sociale che da ricerca universitaria”.

Nel suo intervento su Fb, l’ex ministro dell’Interno ha commentato anche il caso di Bologna, dove in occasione della festa di San Petronio (in programma venerdì prossimo), patrono della città, saranno serviti in piazza Maggiore i tortellini dell’accoglienza al pollo. Accoglienza verso gli islamici, visto che per i dettami della religione non possono mangiare carne di maiale. E allora nel cuore di Bologna si mangeranno i tortellini snaturati per rispetto all’Islam, senza rispettare però la tradizione (culinaria e non) italiana e bolognese. Un’iniziativa promossa dall’arcivescovo Matteo Maria Zuppi, non nuovo a pensate del genere.

Salvini non ci sta: “Vi rendete conto che stanno cercando di cancellare la nostra storia, la nostra cultura? Giustamente sono insorti i bolognesi: mamme, papà, nonne, nonni, parroci, suore. I tortellini senza carne per non offendere chi arriva a Bologna. Aveva ragione Oriana Fallaci: il problema non sono coloro che arrivano da lontano o gli islamici; il problema sono alcuni italiani che si vergognano di quello che sono, che cercano di far finta di essere un’altra roba, che cancellano secoli, millenni di storia, di cultura, di tradizione, di cucina, di arte, di musica, di fede, di teatro. Dal tortellino al crocifisso, veramente stiamo vivendo un periodo incredibile”.

Infine, il leader leghista ha così chiosato: “Uno può mangiare l’insalata, per quanto mi riguarda, però negare la nostra storia, nel nome di un frainteso rispetto, è semplicemente una follia. È come se qualcuno di noi volesse andare nei Paesi arabi a insegnare a loro cosa debbono fare, cosa debbono mangiare, cosa debbono bere, come devono pregare. È come se qualcuno volesse andare in Arabia saudita o in Qatar dicendo dovete bere vino, birra e whisky a mezzogiorno, quelli ti prendono per matto…”.

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