Renzi: «Bandiera rossa non è mai stato il mio canto, ora che non sono del Pd mi sento libero»

«Bandiera rossa non è mai stato il mio canto ma non è che me ne sono andato per questo». Lo dice Matteo Renzi commentando i cori di Bandiera Rossa alla festa del nazionale del Pd a Ravenna con Nicola Zingaretti. «Tornino Speranza e D’Alema, magari D’Alema è più intonato di me, sicuramente più adatto a cantarla». Una frase, questa, che destinata a provocare altra rabbia nei “compagni duri e puri”- Renzi scava un altro solco, rimarca le distanze, etichetta come il vecchio tutto ciò che rimane nel Pd, un partito senza anima che si aggrappa alla nostalgia. Lui ha tutt’altro per la testa: «Ci chiameremo Italia viva», annuncia Renzi a Porta a Porta. «Il nome della nuova sfida che stiamo cercando di lanciare sarà Italia Viva. Il tema è che vogliamo parlare a quella gente che ha voglia di tornare a credere nella politica».

«Io voglio molto bene al popolo del Pd, per sette anni ho cercato disperatamente, giorno dopo giorno, di dedicare loro la mia esperienza politica. Dopodiché i litigi, le polemiche, le divisioni erano la quotidianità. Ora che non sono più del Pd mi sento libero. Ho recuperato la libertà. Ora le domande sul Pd non me le possono più fare. Io delle correnti del Pd non parlo più, è un sollievo», aggiunge. I numeri: «Con noi 25 deputati e 15 senatori».

Sulla tenuta dell’esecutivo, afferma: «Il governo non ha problemi, lo abbiamo fatto apposta per dare lunga vita al governo. Non ho nessuna intenzione di staccare la spina, perche dovrei?. I parlamentari li ho lasciati tutti a Zingaretti. Basta con questa storia che se faccio una cosa io allora c’è sempre un retropensiero», dice ancora. «Nicola Zingaretti non è più il mio segretario, resta un amico. Quando diceva che non avrebbe fatto l’accordo con M5S era spiegabile la sua posizione. Attaccare Zingaretti su questo, lo dico da ex, è profondamente ingiusto. Da parte mia non ci sarà nessuna polemica», prosegue.

«Ioal tavolo non mi siedo né con Zingaretti né con Di Maio. Per me vale il programma di governo e io sono impegnato a sostenere il governo», dice, spiegando di aver chiamato Luigi Di Maio per informarlo delle sue decisioni.

A livello locale, «questa non è un’operazione per portare via amministratori al Pd. Noi vogliamo riportare le persone a credere nella politica. Fa bene Nardella a restare. Fanno bene i sindaci e i governatori, è giusto he restino lì. Non è un segreto di Pulcinella ma ora che me ne sono andato via io, rientrerà la componente di sinistra. Penso che rientreranno e il Pd sarà libero dall’alibi che Renzi sposta il partito a destra. Adesso il Pd faccia il Pd», chiosa Renzi.

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