Regionali 2025, scoppia la rissa Pd–M5S: scontro frontale dopo il voto

Non è servito nemmeno un pomeriggio per trasformare la festa del “campo largo” in un nuovo scontro interno tra i principali alleati del centrosinistra. Dopo le elezioni regionali in Campania, Puglia e Veneto, il clima di apparente unità si sgretola rapidamente, dando vita a una polemica politica che evidenzia come la competizione tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle resti tutt’altro che sopita.

L’euforia del Pd accende le polemiche

A scatenare la bagarre è stata l’euforia mostrata dal Partito Democratico, che ha celebrato i risultati delle ultime sei consultazioni regionali (Abruzzo, Calabria, Toscana, più Campania, Puglia e Veneto) come un successo complessivo. Un “pareggio” che, secondo i dem, rafforzerebbe il campo largo e l’idea di un’alternativa vincente, anche se i numeri non sembrano del tutto confermarlo.

Il responsabile Organizzazione del Pd, Igor Taruffi, ha espresso toni trionfali, sottolineando come il partito abbia ottenuto risultati significativi, con vittorie in Puglia e Campania e un avanzamento in Veneto, dove partivano dal 17% e ora superano il 30%. “Il dato politico di fondo è presto detto — ha dichiarato Taruffi — il governo aveva puntato molto sulle elezioni in Campania e la sconfitta è stata netta. Ma il nostro risultato nazionale ci vede primi con 2 milioni e 200 mila voti, contro i 1,7 milioni di Fratelli d’Italia. Il centrosinistra è davanti al centrodestra.”

Il commento ha suscitato immediatamente l’irritazione del Movimento 5 Stelle, che ha risposto con durezza. Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, ha sottolineato come sia sbagliato fare confronti tra risultati nazionali e regionali, evidenziando le peculiarità di ogni territorio. “Per rispetto ai cittadini campani, pugliesi e veneti, non si deve continuare a fare questo raffronto — ha detto Ricciardi — ogni regione ha la sua dinamica, e la partita nazionale è un’altra cosa, tutta da costruire.”

Uno scontro “inevitabile” tra alleati

Gli esperti parlano di uno scontro “inevitabile” dopo settimane di tensioni sotterranee tra i due partiti, soprattutto in Campania, dove la coalizione si è ricomposta con fatica. La pubblica polemica arriva in un momento delicato, mentre i leader del Pd e del M5S, Elly Schlein e Giuseppe Conte, cercano di mostrare unità attorno ai candidati vincenti. Tuttavia, i risultati sembrano raccontare un campo largo che vince sui territori ma litiga sulla narrazione politica.

Il centrodestra, nel frattempo, incassa la pesante vittoria in Veneto, rafforzando la propria posizione, mentre l’opposizione interna al centrosinistra si mostra ancora divisa sul piano nazionale, indebolendo il messaggio politico che si voleva lanciare dopo il voto.

Conclusioni

La sfida tra Pd e Movimento 5 Stelle si conferma come uno dei nodi più complessi del panorama politico italiano, con le elezioni regionali che hanno messo in evidenza le tensioni tra alleati e le difficoltà di mantenere un fronte unito in vista di future sfide elettorali. La partita sul campo largo, dunque, si gioca ancora una volta tra divisioni strategiche e differenze di narrazione, con il rischio che le ferite aperte possano indebolire l’intera coalizione.