Ranucci, Giuseppe Conte in piazza per “Viva la stampa libera”. Poi la sorpresa

Una piazza gremita di cittadini, giornalisti e rappresentanti politici si è riunita oggi a Piazza Santi Apostoli per la manifestazione “Viva la stampa libera”, un evento nato per difendere il diritto all’informazione e condannare gli atti di intimidazione e violenza contro i giornalisti. L’iniziativa, promossa dal Movimento 5 Stelle e sostenuta da diverse forze politiche e civiche, ha visto la partecipazione di migliaia di persone, con bandiere e slogan a favore della libertà di stampa.

Il momento clou della giornata è stato l’intervento di Giuseppe Conte, ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle, che ha aperto la manifestazione dal palco di fronte alla folla. Con voce ferma e appassionata, Conte ha sottolineato che l’evento non ha colore politico, ma rappresenta “una battaglia di civiltà”. “Non c’è libertà senza una stampa libera — ha affermato — e questa libertà deve essere tutelata con politiche responsabili”.

Il leader pentastellato ha rivolto un appello al governo, chiedendo di ritirare la querela contro Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, il quale ha subito un grave atto di intimidazione con l’esplosione di un ordigno davanti alla sua abitazione a Pomezia. “Sono stato anch’io premier e, anche di fronte agli articoli più pesanti, non ho mai sporto denuncia — ha ricordato — serve una politica responsabile che garantisca ai giornalisti di lavorare senza paura”.

Conte ha inoltre richiamato le istituzioni alla necessità di approvare leggi contro le querele temerarie e di riformare la Rai, sottraendola al controllo diretto del governo. “L’Europa non serve solo per chiedere tagli o armi, ma anche per difendere la libertà d’informazione”, ha concluso, ricevendo applausi e cori di sostegno dalla platea.

Una piazza di tutti, ma con sorprese

Se all’inizio l’evento si presentava come un momento “apartitico”, la presenza inattesa di alcuni rappresentanti di Fratelli d’Italia ha inevitabilmente spostato i riflettori. Tra i partecipanti, infatti, si sono visti i capigruppo Lucio Malan e Galeazzo Bignami, insieme ai deputati Giovanni Donzelli e Augusta Montaruli. La loro presenza ha sorpreso gli organizzatori e alcuni manifestanti, creando un momento di confronto bipartisan che ha complicato i piani originari.

“Questa è la piazza di tutti, non di un solo partito”, ha cercato di precisare Conte, che ha comunque dovuto affrontare le tensioni e difendere l’unità dell’evento. La presenza di esponenti di Fratelli d’Italia ha infatti spostato il baricentro mediatico e ha alimentato il dibattito sulla reale natura dell’iniziativa.

Interventi di solidarietà e richiami alla responsabilità

Tra gli interventi più applauditi, quelli di Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, e di Milena Gabanelli, storica collega di Ranucci. Fratoianni ha sottolineato la necessità di un “salto di qualità” da parte di chi governa la Rai, criticando la mancanza di atti concreti a tutela della libertà di stampa. Gabanelli, collegata in video, ha ricordato i dieci anni di lavoro senza tutela legale di Report, esprimendo solidarietà a Ranucci e auspicando che episodi simili non si ripetano.

Un messaggio trasversale

La giornata si è conclusa con un messaggio chiaro: la difesa della libertà di stampa deve essere un impegno condiviso, al di là delle appartenenze politiche. Tuttavia, la presenza di esponenti di Fratelli d’Italia ha messo in evidenza le tensioni e le ambiguità di un tema così delicato, costringendo gli organizzatori a ricalibrare il tono e a sottolineare che l’obiettivo era unire, anche se per un giorno, schieramenti diversi nel nome del giornalismo libero.

Una piazza che, per un momento, ha dimostrato come il rispetto e la solidarietà possano superare le divisioni politiche, anche se il confine tra solidarietà e propaganda resta sottile. La manifestazione “Viva la stampa libera” ha così aperto un dibattito importante sulla tutela di un diritto fondamentale, in un momento storico in cui la libertà di informazione è più che mai sotto attacco.