Raid russi da est a ovest, esplosioni nella notte in Ucraina. Trump: “Le armi a Kiev passeranno dalla Nato”
In un’intensa notte di esplosioni, sirene e timore, l’intera Ucraina si è risvegliata sotto il fuoco di missili da crociera e droni kamikaze, in uno degli attacchi più ampi e coordinati delle ultime settimane. La Russia ha colpito diverse aree strategiche del Paese, anche lontano dal fronte, evidenziando una strategia volta non solo a destabilizzare militarmente il territorio, ma anche a logorare la resistenza civile e mantenere alta la pressione sugli alleati occidentali.
Attacco su più fronti: Kiev, Leopoli, Kharkiv e altre città sotto assedio
Le esplosioni hanno attraversato dall’est all’ovest dell’Ucraina, colpendo città come Kiev, Leopoli, Lutsk, Chernivtsi e Kharkiv. A Leopoli, un vasto incendio ha coinvolto un’area non residenziale causato da un drone, ferendo almeno quattro persone. Le autorità locali stanno cercando di capire se si siano verificati danni a strutture civili o depositi strategici. La capitale Kiev ha vissuto ore di allerta antiaerea con difese in uscita, mentre le sirene hanno riecheggiato per tutta la notte.
Una strategia di logoramento: più che un risultato militare Il frequente ripetersi di questi attacchi appare indirizzato a indebolire la volontà del popolo e del governo ucraino, creando un clima di instabilità e insicurezza. Più che mirare a risultati militari immediati, Mosca sembra puntare a logorare la resistenza interna e a mettere sotto pressione gli alleati occidentali, in un rinnovato tentativo di destabilizzare la regione.
La nuova strategia degli Stati Uniti: armi attraverso la NATO
Nel frattempo, nelle elezioni americane, il presidente Donald Trump ha annunciato una svolta significativa sulla gestione delle forniture di armi all’Ucraina, dichiarando che queste saranno trasferite alla NATO, che poi deciderà come impiegarle. “Mandiamo le armi alla NATO e la NATO rimborserà il 100% dei costi” ha detto Trump, lasciando intravedere possibili sviluppi in una dichiarazione in arrivo. Questa strategia, già anticipata da fonti come Axios, punta a vendere sistemi d’arma agli alleati europei, i quali poi trasmetteranno le forniture a Kiev.
Divergenze diplomatiche e il peso delle parole
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha commentato con cinismo la novità: “Si tratta di affari. La sostanza non cambia. L’Ucraina continua ad essere rifornita di armi, solo attraverso un passaggio intermedio.” Le parole di Mosca evidenziano la posizione di chi ritiene che questa strategia americana non vada a modificare gli equilibri militari in combattimento.
Mosca rilancia: alleanze con Pyongyang
Sul fronte internazionale, la Russia rafforza le alleanze storiche. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, in visita in Nord Corea, ha confermato che i leader Vladimir Putin e Kim Jong-un sono “in contatto costante” e si scambiano regolarmente messaggi, valutando “nuovi incontri bilaterali”. La Russia sembra voler consolidare un asse anti-occidentale, mirando a trasformare questa guerra in una sfida globale, coinvolgendo regimi isolati e rafforzando i legami con regimi come quello nordcoreano.
Una guerra in evoluzione: tra attacchi e alleanze
Le notti illuminate da blackout e boati a Kiev sono la testimonianza di come, sotto diplomazie e dichiarazioni, la vera guerra continui senza sosta. Il quadro politico e militare si modella ancora, creando una sfida internazionale che si estende ben oltre i confini ucraini. La situazione resta complessa, con un conflitto che, invece di spegnersi, sembra assumere proporzioni sempre più globali e severe.
