Questione Migranti, ora cambia tutto. Anche la Germania dice NO. E l’Austria si schiera così con Salvini


Mentre in Italia si continua ad attaccare il governo Conte.
In Europa invece le cose sembrano cambiare. Ora che il governo penta-leghista è la realtà, c’è chi in Europa inizia a guardare all’Italia in modo diverso.

Su il Fatto Quotidiano infatti leggiamo che:

Anche alla Germania la proposta della presidenza bulgara per la riforma del regolamento di Dublino non piace. “Com’è attualmente non la accettiamo”, ha detto il segretario di stato tedesco Stephan Mayer al suo ingresso al consiglio Affari interni, in programma a Lussemburgo, dove il primo punto della discussione è dedicato proprio alla riforma del sistema di asilo europeo. Berlino quindi condivide la posizione italiana che voterà contro la bozza di riforma del regolamento di Dublino presentata da Sofia. “Non c’è solo l’Italia ad opporsi, anche i Paesi Visegrad sono contrari, e il governo tedesco critica punti precisi”, ha detto Mayer, specificando però che la Germania “è aperta ad una discussione costruttiva“.

Secondo fonti a Lussemburgo citate dall’Ansa, sette Paesi si sono detti nettamente contrari alla proposta della presidenza bulgara sulla riforma di Dublino, come base di lavoro per il vertice dei leader di giugno. Sono: Italia, Spagna, Austria, Romania, Ungheria, Slovenia e Slovacchia. Tre Paesi, Estonia, Polonia e Gran Bretagna, non si sono espressi. Gli altri 18, pur non soddisfatti, lasciano la porta aperta al negoziato. Tra questi Grecia, Malta, e Cipro, spaccando così il fronte mediterraneo. Il testo passerà ora all’attenzione del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che deciderà come portare avanti la discussione al summit dei leader di fine giugno. Altre fonti osservano comunque che resta poco tempo per una trattativa molto complicata che, anche alla luce della posizione espressa dalla Germania, appare avviarsi su un binario morto.

L’intenzione è chiudere la partita sui migranti entro fine giugno, quando scadrà il mandato della presidenza bulgara, e subentrerà quella austriaca, molto più intransigente sulla questione. Anche se proprio il ministro dell’Interno di Vienna, Herbert Kickl, ha detto di considerare l’Italia “un alleato forte” e promesso che alla prossima riunione a Innsbruck, prevista a settembre, “annuncerò qualcosa come un piccola rivoluzione copernicana” sulla politica di asilo. Kickl ha inoltre aggiunto che, sempre in giornata, sentirà al telefono Matteo Salvini.

Un’alleanza tra le destre europee che però hanno evidenziato posizioni finora distanti quando ciascuno deve difendere i propri interessi nazionali. “L’Europa ha bisogno di un’intesa sulla riforma di Dublino, ma con le elezioni delle destre in Europa c’è un problema per raggiungere un compromesso oggi. C’è un clima politico più duro“, ha analizzato il ministro alla migrazione svedese Helene Fritzon. “Non si tratta solo dell’Italia”, ha aggiunto. “Abbiamo ancora molte questioni aperte” e “ci sono molti Stati membri che hanno punti di cui vogliono discutere”, ha amesso anche il ministro alla Migrazione olandese Mark Harbers. “Ci sono cose che anch’io vorrei cambiare nel futuro. Con la discussione di oggi dobbiamo vedere se ci sono soluzioni che possiamo sostenere”, ha precisato Harbers al suo arrivo al consiglio Affari interni Ue.

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