Putin avverte: “Militari occidentali in bersaglio legittimo”. Zelensky: “Migliaia di truppe in Ucraina”

Durante il forum economico di Vladivostok, il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un forte avvertimento all’Occidente, sottolineando che la presenza di truppe straniere in Ucraina rappresenterebbe un obiettivo “legittimo” per l’esercito di Mosca. Le sue dichiarazioni arrivano in un momento di crescente tensione tra Russia e alleati di Kiev, che hanno prospettato l’invio di forze militari come garanzia di sicurezza in caso di un possibile accordo di pace.
Putin ha ribadito che un dispiegamento di truppe occidentali in Ucraina “non favorirebbe una pace duratura” e ha escluso categoricamente la possibilità di un ingresso dell’Ucraina nella NATO, considerato inaccettabile da Mosca. Tuttavia, il presidente russo ha riconosciuto come “legittima” una futura adesione di Kiev all’Unione Europea, sottolineando che Mosca è pronta a un summit di pace, anche se ha evidenziato la presenza di potenziali ostacoli sui territori contesi.

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che migliaia di truppe occidentali potrebbero essere dispiegate in Ucraina come parte delle garanzie di sicurezza offerte dagli alleati contro la Russia. “Si prevede che queste truppe saranno nell’ordine delle migliaia. Questo è un dato di fatto, ma è ancora un po’ presto per parlarne nei dettagli”, ha dichiarato Zelensky durante una conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Il leader ucraino ha sottolineato come tale dispiegamento rappresenterebbe un rafforzamento strategico significativo e un chiaro segnale politico di sostegno internazionale.
Le autorità ucraine hanno precisato che ogni decisione in merito sarà attentamente coordinata con i Paesi coinvolti, nel rispetto delle dinamiche diplomatiche e militari, rafforzando così l’impegno internazionale nel sostenere l’Ucraina e nel garantire maggiore stabilità nella regione.
Per quanto riguarda i negoziati, Putin ha aperto alla possibilità di un summit con Zelensky, affermando che Mosca sarebbe pronta a garantire la sicurezza del presidente ucraino in caso di incontro. Tuttavia, ha riconosciuto che esistono “ostacoli legali” e divergenze sui territori contesi, rendendo praticamente impossibile un accordo complessivo. “Kiev sta cercando di contattarci, sono pronto a parlare, anche se non ne vedo il senso”, ha detto il leader russo, sottolineando come le divergenze sul futuro delle regioni annesse restino il principale nodo irrisolto.
La situazione rimane altamente tesa, con il rischio di un’escalation militare ancora presente e un quadro diplomatico complesso, che richiede attenzione e sforzi di mediazione da parte della comunità internazionale.