Migliaia di persone a passeggio. Parchi assaltati – Sempione o giardini Montanelli – e Darsena zeppa di gente come se niente fosse: in molti giovani, seduti sui gradini, mascherine abbassate, hanno addirittura fatto dei picnic. Le segnalazioni si sprecano e in tanti lettori ci hanno scritto. E’ vero, poca gente in giro nelle vie centrali dello shopping e traffico quasi azzerato, ma poco lasciava pensare, domenica pomeriggio, che Milano fosse in lockdown. 

Eppure la ratio dell’ultimo Dpcm che ha istituito le zone rosse per arginare l’epidemia da coronavirus è chiara: ci si può spostare solo “nei pressi della propria abitazione” o per recarsi nei negozi aperti per acquisti di prima necessità. Ma per tutti gli altri spostamenti ci vuole l’autocertificazione. Non si può raggiungere gli amici al parco e raggrupparsi per una partita a carte; non si può camminare a zonzo per la città lontano dal proprio domicilio.

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E’ doloroso ma necessario. La gente deve stare a casa il più possibile: è l’invito fatto da più parti, a partire dal sindaco Beppe Sala. Si può obbiettare che le maglie sono meno rigide del primo lockdown primaverile per evitare un tracollo occupazionale ed economico, ma la curva di contagi non lascia spazio all’ottimismo. Va raffreddata e il prima possibile. I capannelli di anziani al Parco Nord sono un brutto segnale; l’impressione è che il pericolo venga preso sottogamba. E non ce lo si può permettere. 

 

Navigli - Foto MilanoToday

 

Paolo Spada, medico dell’Humanitas e autore di “Pillole di ottimismo”, rubrica che analizza i numeri del contagio in Lombardia, è chiarissimo: nonostante la probabilità che il picco sia vicino, la situazione non è per nulla tranquilla. Anzi. “Naturalmente c’è poco da festeggiare una volta in cima — ha chiarito il medico — perché quello è il momento di maggior rischio per tutti e prelude comunque a un periodo di ulteriore crescita dei carichi ospedalieri, già ora parecchio pesanti.

Però anche i tassi di incremento dei ricoveri non sono più quelli di ottobre e stanno lentamente assestandosi. I decessi hanno ancora tassi di incremento del 75%, ma anch’essi in riduzione: saranno gli ultimi a stabilizzarsi e quindi a scendere”, come già accaduto nella prima ondata dell’emergenza coronavirus”.

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