“Perché era lì”. Crans Montana: parlano dalla famiglia di Achille Barosi, una delle giovani vittime
Una notte che avrebbe dovuto essere di festa si è trasformata in un incubo. L’incendio devastante esploso in un locale affollato di giovani ha mietuto vittime e spezzato vite innocenti, tra cui quella di Achille Barosi, ragazzo milanese di soli 16 anni. La comunità italiana e le autorità svizzere sono ancora sotto shock nel tentativo di comprendere le cause e le dinamiche di questa tragedia.
Achille, sedici anni, era un giovane appassionato di architettura, con una grande passione per la costruzione e il disegno, ereditata dal bisnonno Osvaldo Borsani. Originario di Milano, aveva portato con sé in montagna il suo entusiasmo, i suoi amici, la musica e la voglia di vivere. Le sue giornate erano scandite da studio, visite a mostre d’arte, lezioni di tennis e lunghe passeggiate con il cane, Cioccolata, un bracco che amava tanto.
La sera del 31 dicembre, Achille aveva trascorso il cenone con la famiglia, gli amici e i compagni di scuola, nella sua abitazione vicino alla stazione Centrale. Poi, insieme agli amici, si era diretto a Le Constellation, il locale dove tutto è presto degenerato. Le prime scintille e il fumo sembravano poca cosa, ma in pochi minuti l’incendio ha avvolto l’edificio in una trappola mortale. Achille, stando a quanto raccontano, sarebbe rientrato nella veranda per aiutare qualcuno, forse, o spinto dalla sua natura altruista – un gesto che si è rivelato fatale.
Giovanni Barosi, cugino di Achille, esprime il dolore e il senso di impotenza della famiglia: «Achille è rientrato quando c’erano già le prime fiamme. È un dettaglio che pesa tantissimo. Il suo spirito gentile e il desiderio di aiutare gli altri ci fanno pensare che non avrebbe mai lasciato i suoi amici al loro destino». La famiglia è stata coinvolta nelle ore successive alla tragedia in un lungo dolore, tra intercettazioni di notizie, l’attesa dell’identificazione e la terribile conferma della perdita.
Le autorità svizzere stanno indagando per chiarire le cause dell’incendio, mentre la zona è ancora sotto choc. Il locale, frequentato da giovani e molto popolare tra i ragazzi della zona, è stato evacuato e sottoposto alle verifiche del caso.
Il dolore di una famiglia, l’angoscia di amici e conoscenti si mescolano con le domande senza risposta: come è stato possibile che un incendio si propagasse così rapidamente? Perché Achille, un ragazzo così giovane, si trovava in un contesto così pericoloso? Solo le indagini potranno fornire risposte, ma il ricordo di Achille rimarrà vivo nel cuore di molti, come esempio di generosità e innocenza perduta troppo presto.
Per la comunità, questa tragedia rappresenta un monito forte e doloroso. Un giovane talento, un sorriso che si spegne per un istante di altruismo, e un dolore che non si placherà facilmente. La speranza ora è che si possa fare chiarezza e, soprattutto, che nessuno dimentichi il ragazzo che, nel tentativo di aiutare, ha trovato la mia fine.
Ricordiamo Achille Barosi – un ragazzo che amava costruire, sognava grandi palazzi e lascia un vuoto incolmabile.