“Perché abbiamo perso”. Clamoroso, Ricci rosica e accusa il Pd

Il volto tirato, lo sguardo di chi sa di aver combattuto fino all’ultimo ma senza risultato. Così si è presentato Matteo Ricci davanti ai giornalisti, poche ore dopo i dati definitivi delle elezioni regionali nelle Marche. Non solo ammissione di sconfitta, ma anche parole che hanno il sapore della polemica. Ricci, infatti, non risparmia frecciate al campo largo che lo aveva sostenuto, dal Pd al M5S passando per Verdi, Sinistra Italiana e Italia Viva.

“Una lotta impari”
Matteo Ricci ha parlato di una campagna elettorale condotta in condizioni di netta inferiorità: “Per ogni nostro manifesto ce ne erano sei degli altri, è stata una lotta impari dal punto di vista delle risorse”. Un’ammissione che suona quasi come un’accusa nei confronti della macchina organizzativa del centrosinistra, incapace di reggere la potenza di fuoco comunicativa degli avversari. Eppure, Ricci non risparmia ringraziamenti a tutti i leader che lo hanno supportato: da Elly Schlein a Giuseppe Conte, da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli fino a Matteo Renzi. “Vi voglio bene con tutto il mio cuore – ha detto – avrei voluto dare una soddisfazione oggi, ma non ci siamo riusciti. Ora dobbiamo tenere unita questa coalizione”.
Gaza al centro della campagna
Tra i temi che più hanno polarizzato il voto, Ricci non rinnega la scelta di puntare su Gaza. “Lo rifarei domani mattina – ha dichiarato – un amministratore deve stare coi piedi sulla sua terra, ma con la testa sul mondo”. Una presa di posizione forte, che però non sembra aver convinto l’elettorato marchigiano. Anzi, secondo diversi osservatori, proprio la sua insistenza sulla guerra in Medio Oriente negli ultimi giorni di campagna avrebbe allontanato parte dei votanti moderati.

Il peso nazionale della sconfitta
La caduta di Ricci nelle Marche non è solo una questione locale. Viene letta come un segnale anche per il futuro del campo progressista italiano, che mostra ancora profonde crepe e difficoltà di coordinamento. La sconfitta nelle Marche, regione simbolica e terreno di battaglia già da anni, rischia di diventare il termometro delle difficoltà che il centrosinistra dovrà affrontare nei prossimi appuntamenti elettorali.