Pensioni, arriva la sforbiciata. Quali sono le categorie escluse e quanto si perde in tre anni

Pensioni, arriva la sforbiciata. Quali sono le categorie escluse e quanto si perde in tre anni

 

Arrivano i tagli alle pensioni. La Corte Costituzionale ha detto sì alle limitazioni della perequazione e del contributo di solidarietà delle pensioni di importo elevato. Il taglio sarà effettuato sulle pensioni Inps ed ex Inpdap superiori ai 100mila euro lordi l’anno dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021 . La sforbiciata era stata stabilita per legge lo scorso anno. In pratica, consiste nella decurtazione di tutti i trattamenti di quiescenza dei dipendenti statali e privati. Esclusi dal taglio i liberi professionisti. Le categorie escluse sono medici, avvocati, dottori commercialisti, notai, ragionieri, geometri, ingegneri, architetti, giornalisti. Professionisti che sono iscritti in apposite casse previdenziali. Anche legittimo il blocco triennale della perequazione 2019-2021 che ne ha impedito la successiva rivalutazione sugli importi pensionistici eccedenti i 100mila euro lordi l’anno.

Pensioni, la sentenza della Corte Costituzionale

La motivazione della sentenza si avrà nelle prossime settimane. A sollevare il caso erano state sei ordinanze emesse dalla Corte dei Conti del Friuli-Venezia Giulia, del Lazio, della Toscana e della Sardegna. Oltre che dal tribunale del lavoro di Milano.

Pensioni, il taglio introdotto lo scorso anno

La Corte Costituzionale era chiamata a pronunciarsi sul taglio per la durata di 5 anni dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2023 sulle pensioni Inps ed ex Inpdap superiori ai 100mila euro lordi l’anno. Taglio che per l’appunto era stato introdotto per legge lo scorso anno. Si contestava che la legge varata dalle Camere alla fine del 2018 non rispetterebbe i tre fondamentali principi posti dalla Costituzione in tema di previdenza. Ovvero ragionevolezza, adeguatezza e affidamento. In attesa del deposito della sentenza, l’ufficio stampa della Corte fa sapere che è stato ritenuto legittimo il “raffreddamento della perequazione”, in quanto ragionevole e proporzionato. È stato ritenuto legittimo anche il “contributo di solidarietà”.

Pensioni, quanto si perde

Ma non per la durata quinquennale perché eccessiva rispetto all’orizzonte triennale del bilancio di previsione dello Stato. le decurtazioni andranno dal 15 al 40 per cento. Facendo quattro conti c’è poco da stare tranquilli. Chi percepisce una pensione di circa 110mila euro l’anno, il taglio ammonta a circa 1.500 euro nei dodici mesi. In sostanza 4.500 euro in tre anni. Per chi invece percepisce un reddito previdenziale di 140mila euro lorde l’anno, il taglio può arrivare anche a 7mila euro in un solo anno. Quindi 21mila euro in tre anni.

secoloditalia.it