Pensioni, addio Opzione Donna: si va verso l’uscita dal lavoro a 63 anni mobili

 

Sul fronte pensionamento stanno arrivando importanti cambiamenti. Opzione Donna verrà infatti abolita e con essa dovrebbe essere assorbita anche l’Ape Sociale. Il Governo Meloni – si legge da “Il Sole 24 ore” – sta lavorando ad un unico dispositivo che disciplinerà l’uscita dal lavoro per i soggetti “fragili”. Le donne potrebbero raggiungere l’indennità di accompagnamento alla pensione di vecchiaia a 63 anni e 5 mesi.

Pensioni: si va verso l’addio a Opzione Donna: cosa cambia

Con Quota 104 che subentrerà alla vecchia Quota 103, Ape sociale e Opzione Donna, sarà possibile andare in pensione a 63 anni e 41 anni di contributi. Il Governo, ad ogni modo, sarebbe al lavoro per rendere l’uscita dal lavoro flessibile. L’età di pensionamento potrebbe cambiare e diminuire di uno/due anni a seconda della categoria di appartenenza. L’anzianità contributiva, necessaria per andare in pensione potrebbe raggiungere i 35 anni qualora vi siano determinati requisiti.

Sbarra (CISL): “Avevamo chiesto di dare un segnale forte sulla pensione contributiva di garanzia per i giovani”

Nel frattempo il segretario generale della CISL, Sbarra, nel corso del suo intervento all’assemblea CISL delle Marche ha commentato la manovra del Governo, evidenziando quelle che sono state le richieste dello stesso sindacato: ”Venerdì sera al governo avevamo chiesto di dare un segnale forte sulla pensione contributiva di garanzia per i giovani, di allargare e strutturare l’ape sociale, di incentivare l’adesione alla previdenza complementare e di valutare misure di flessibilità di uscita dal mercato del lavoro che per la Cisl rimangono 41 anni di contributi a prescindere dall’età e la possibilità per lavoratori di uscire dal lavoro a partire da 62 anni […] “.