Oggi Gianluca Soncin si è presentato presso il tribunale di Milano nell’ambito del procedimento che lo vede imputato per il delitto di Pamela Genini, avvenuto il 14 ottobre 2025 nella sua abitazione di via Iglesias 33. L’accusa ricostruisce un quadro estremamente grave.
Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo avrebbe inferto numerosi colpi, fino a 79 fendenti, con contestazioni che comprendono premeditazione, motivi futili e particolare crudeltà. L’ex fidanzato della giovane, 53 anni, è assistito dagli avvocati Petro Sartori e Simona Luceri e rischia la massima pena.
Momenti di forte tensione si sono registrati all’ingresso in aula, quando la madre di Pamela, Una Smirnova, ha reagito duramente alla vista dell’imputato, gridando un insulto, “Bastardo” e crollando subito dopo in lacrime. Si è dovuta allontanare, accompagnata fuori dal compagno e dal suo legale. Una Smirnova non è riuscita a rientrare nell’aula della seconda Corte d’Assise per un malore.
La Corte d’assise di Milano, Corte d’assise di Milano, ha ammesso la costituzione di parte civile dei familiari diretti, mentre ha respinto alcune richieste esterne. Tra i familiari coinvolti vi sono anche il fratello e la sorella, oltre al padre ricoverato in coma.
Parallelamente, emerge che un’altra persona, Francesco Dolci, risulta coinvolta in un’indagine separata a Bergamo per fatti successivi legati alla vicenda. Il procedimento principale si avvia così verso la fase decisiva, in attesa della sentenza finale.


