Pagamento con carta: cambia tutto a partire dal 2026 

Ogni giorno, in migliaia di bar, ristoranti e negozi in tutta Italia, si ripete lo stesso rapidissimo rituale. Il cliente avvicina la tessera, il terminale emette un bip di conferma, e la transazione sembra conclusa nel giro di un attimo. Questa è la regola del Pos  fino a quest’anno.

Per anni, questo piccolo gesto è stato il confine tra due mondi paralleli e autonomi.Dietro questo quotidiano, familiare scambio, però, è in arrivo un cambiamento silenzioso ma strutturale, una manovra pensata per riscrivere in modo definitivo il rapporto tra fisco e attività commerciali.Non si tratta di un semplice aggiornamento.

Si parla dell’unificazione fisica e digitale di due strumenti che non potranno più lavorare separatamente, con un nuovo sistema  per evitare che l’operazione  sfugga al controllo statale.

L’obiettivo dichiarato è quello di recuperare l’evasione fiscale, una delle piaghe più dilaganti, dato che sono in tanti i furbetti che provano a bypassare la onormativa.  Ma cosa succederà, concretamente, quando questo sistema diventerà operativo? Logico che la curiosità è elevatissima anche perchè scatterà a breve, mancando poco più di un mese e mezzo per la sua operatività.

Per quanto concerne il pagamento con carta, cambia tutto a partire dal 2026 ma cosa sta per accadere?

Il piano operativo, volto a contrastare l’evasione fiscale,  è chiaro e perentorio e, dal momento che ci saranno stravolgimenti per quanto concerne i pagamenti con carta, a partire dal 2026,è opportuno  annotarli tempestivamente.

A partire dal nuovo anno, ogni acquisto pagato con strumenti elettronici dovrà generare un unico scontrino fiscale in modo del tutto automatico.Questa integrazione forzata tra il Registratore Telematico e il terminale POS diventa, di fatto, l’architrave della misura, rendendo ogni incasso tracciabile dalla fonte.

Il punto cruciale è che l’informazione non rimarrà sul bancone: una volta generato, il dato del pagamento sarà immediatamente trasmesso e registrato presso l’Agenzia delle Entrate.Ci sono, però, due nodi che stanno generando forte preoccupazione nel settore.

Il primo è quello legato alla privacy, vista la mole impressionante di dati personali sulle abitudini di spesa che confluiranno in tempo reale nel sistema centrale.Il secondo punto di attrito è rappresentato dai costi e, in particolar modo, dalle tempistiche di adeguamento. Per i dispositivi POS già in funzione, è stato fissato un periodo di soli 45 giorni per completare il complesso allineamento tecnico. Il rischio, insomma, è che questa misura nata per snellire i processi e semplificare la lotta all’evasione, finisca per tradursi nell’ennesimo, complicato adempimento burocratico per gli operatori che ogni giorno devono lavorare dietro il bancone.

Il sistema sarà attivo dai primi giorni di marzo 2026. Tutti i commercianti che già usano un Pos al 1° gennaio 2026 avranno 45 giorni di tempo per registrarlo e abbinarlo.Chi attiva un nuovo Pos dopo quella data dovrà farlo entro due mesi dall’inizio dell’utilizzo. Chi non collegherà Pos e registratore rischia multe da 100 a mille euro. In caso di violazioni ripetute, potrà scattare anche la sospensione della licenza o dell’autorizzazione a esercitare l’attività.