Operazione scoiattolo, Di Maio ora vuole denunciare Berlusconi. Il testo dell’sms ai suoi


Spie sguinzagliate per accumulare prove e minacce incrociate di andare in Procura. L’«Operazione scoiattolo» e la contromossa del M5s, già ribattezzata «Operazione 007», agitano le acque della politica. Con un che di torbido. A infuocare il clima ci ha pensato, di nuovo, Luigi Di Maio. «Abbiamo raccolto informazioni importantissime», ha sostenuto il vicepremier, tornando sul tema delle registrazioni che ha chiesto di fare ai suoi parlamentari sulle ipotetiche “avances” da parte Silvio Berlusconi ai parlamentari grillini delusi.

Il messaggio di Di Maio ai parlamentari
La possibilità che qualcuno possa abbandonare il movimento per passare con Forza Italia agita i vertici pentastellati, come confermato dalle indiscrezioni raccolte dall’agenzia di stampa Adnkronos. Uno scenario in cui a finire sotto accusa sarebbe proprio Di Maio, visto che, dopo quella del deputato Matteo Dell’Osso, alla base di altri eventuali altri abbandoni potrebbe esserci la delusione per la sua gestione. Il vicepremier è dunque corso personalmente ai ripari, chiedendo ai suoi, come annunciato già qualche giorno fa, di fare il doppio gioco: «Fingetevi interessati e registrate». «Vi confermo che è così: alcuni parlamentari hanno raccolto informazioni preziose… Da oggi invito tutti quanti a farlo. Se questa gente vi avvicina registrate tutto. Vediamo se c’è materiale anche per la procura della Repubblica. Daremo una piccola dimostrazione di come funziona l’agente sotto copertura dello spazzacorrotti», ha scritto Di Maio in un messaggio inviato ai parlamentari e visionato dall’Adnkronos.

La replica di Forza Italia
«Io suggerirei a Di Maio di pensare prima di tutto alle Procure della sua famiglia. E soprattutto non si permettesse di offendere l’onorabilità del mio gruppo parlamentare, dei miei senatori e del mio Movimento politico. Altrimenti sarò io ad andare in Procura per Di Maio, ce lo porterò io», ha commentato la capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini, alla quale poi si sono unite le voci di altri esponenti azzurri, fra i quali il portavoce dei gruppi parlamentari Giorgio Mulé, parlando di fatto di un Di Maio in difficoltà.

L’agitazione nel M5S
E proprio il messaggio inviato dal vicepremier, anche secondo gli esponenti grillini, testimonierebbe tutta la preoccupazione del leader politico del Movimento per le future mosse del Cav. «Sicuramente ci sono movimenti. Forza Italia si sta muovendo, sta cercando di prendere sempre più contatti», ha detto un deputato pentastellato all’Adnkronos. Ma se alla Camera «non c’è una grande una voglia di passare dalla parte di Forza Italia perché i colleghi più scontenti sono molto più ideologici verso sinistra», il discorso cambierebbe al Senato, dove tra l’altro i numeri della maggioranza ballano e resta ancora congelata la questione dei quattro “ribelli” sotto procedura disciplinare dei probiviri (Gregorio De Falco, Elena Fattori, Paola Nugnes, Matteo Mantero, Virginia La Mura). «A Palazzo Madama – ha raccontato ancora un eletto alla prima legislatura – ho notato una forte preoccupazione di alcuni vecchi del Movimento, vicini a Di Maio». I rumors che girano è che le telefonate dei forzisti si stiano facendo sempre più frequenti: «Ma sono solo voci», ha precisato il parlamentare. Tra i più preoccupati, raccontano, ci sarebbero i senatori della Commissione Antimafia. Tuttavia, «gli amici della Lega con cui parlo dicono che Salvini non accetterebbe neanche l’offerta messa sul piatto qualora Forza Italia facesse il “lavoro sporco”», ha detto un altro parlamentare M5S.

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