NUOVO VIRUS DALLA CINA, GLI ESPERTI LANCIANO L’ALLARME

Sono passati pochi anni da quell’indimenticabile 2020, l’anno che passerà alla storia come quello che fece sprofondare l’umanità nel baratro della pandemia Covid. Milioni di persone sono state contagiate da quel virus sconosciuto, probabilmente fuoriuscito da un laboratorio, e per il quale non si era del tutto attrezzati.

I virus possono infettare una vasta gamma di organismi, compresi animali, piante e persino batteri. Sono costituiti da un materiale genetico, come l’RNA o il DNA, circondato da una proteina chiamata capsula virale. Le malattie virali variano ampiamente nella loro gravità, dalle infezioni respiratorie comuni come il raffreddore alle patologie più gravi come l’HIV/AIDS, l’ebola e la stessa COVID-19.

In un mondo globalizzato come il nostro, lo spauracchio di una nuova pandemia e di nuovi virus è sempre dietro l’angolo. L’Organizzazione Mondiale della Sanita, nei suoi recenti meeting, ha lanciato l’allarme della cosiddetta ‘malattia x’, il prossimo patogeno che potrebbe colpire l’umanità.

A suscitare grandi preoccupazioni è un nuovo virus che proviene ancora una volta dalla Cina. Ricordiamo che proprio nella città di Wuhan, alla fine del 2019, scoppiò il primo focolaio che si propagò poi Europa e nel resto del mondo.

Il rischio che dall’Asia si diffonda un nuovo virus altamente letale sembra essere sempre più concreto. Intanto, gli esperti mostrano sempre più preoccupazione per il patogeno che ha contagiano un uomo di 37 anni, ora in condizioni critiche. Di quale virus si tratta questa volta?

In un momento in cui il Covid e i lockdown sembrano lontani, la paura di rivivere quelle esperienze persiste, alimentata dall’attenzione verso nuovi virus e dalle posizioni di alcuni virologi. Recentemente, ha destato molta preoccupazione un caso di un uomo di 37 anni in condizioni critiche dopo aver contratto l’herpes B, noto come il virus delle scimmie, presumibilmente in un parco a Hong Kong.

L’herpes B, identificato per la prima volta nel 1932, è altamente letale per gli esseri umani, mentre risulta asintomatico per i macachi e le scimmie. Il virus si trasmette attraverso il contatto con fluidi infetti degli animali o tramite graffi e morsi. Sebbene sia asintomatico nei macachi e nelle scimmie, può causare gravi danni agli esseri umani.

I sintomi, che possono comparire entro 3-7 giorni dal contagio, ricordano in parte quelli del Covid e possono portare a infiammazioni al midollo osseo e al cervello, con un tasso di letalità dell’80%. Questo caso non è isolato: nel 2021 a Pechino un veterinario è deceduto per la stessa causa.

Il virus si trasmette principalmente attraverso il contatto con i fluidi corporei infetti delle scimmie, come saliva, sangue o secrezioni oculari, oppure tramite graffi e morsi da parte degli animali infetti.

Nei primati non umani, l’infezione da herpes B di solito non causa malattia, ma negli esseri umani può portare a sintomi che vanno dalla febbre e la debolezza alla meningoencefalite, che può essere fatale. È un virus raro, ma i casi di infezione umana possono verificarsi in individui che lavorano con primati non umani in laboratori, zoo o centri di ricerca. I rischi, quindi, sono decisamente contenuti.