Nuove regole per le offerte a messa e nei sacramenti: “Da oggi non…”

 

Ci sono significative novità nel mondo cattolico. Oltre al profondo valore spirituale delle celebrazioni liturgiche di questo periodo, non si possono trascurare altri sviluppi importanti legati alla gestione e all’andamento delle attività negli edifici religiosi.

Il Pontefice ha approvato un decreto,  che reca la firma del  cardinale prefetto Lazzaro You Heung Sik,  con il quale  Dicastero vaticano per il Clero introduce nuove regole per le offerte legate alle messe con intenzioni particolari e ai sacramenti.

Insomma, anche il mondo ecclesiastico, come noto, ha le sue regole che non possono essere disattese e che, entrano in vigore, in concomitanza con questo periodo molto importante per la cristianità, segnato dalla Resurrezione di Gesù, dopo essere stato tradito e messo alla croce.

 

Sono state quindi introdotte nuove regole, che illustreremo nel corso di questo articolo, spiegandovi anche le ragioni profonde che ne hanno motivato l’adozione. D’altra parte, il nuovo Pontefice, Papa Leone XIV, aveva già auspicato dei cambiamenti nella Chiesa, purché questi non rompessero il legame con la tradizione.

Le nuove regole per le offerte a messa e nei sacramenti, ci dicono che da oggi non….  ve lo riveliamo nella pagina successiva del nostro articolo, trattandosi di una svolta molto importante,  decisa dal nostro amatissimo Pontefice.

Il Pontefice  ha dato il suo ok ad  decreto,  secondo il quale il  Dicastero vaticano per il Clero introduce nuove regole per le offerte legate alle messe con intenzioni particolari e ai sacramenti. Il provvedimento entrerà in vigore  proprio Domenica di Pasqua e ha degli obiettivi ben precisi, in particolare quello di eliminare delle prassi che, abusivamente, si sono verificate in alcuni luoghi

Il decreto precisa che  tutti i  sacramenti, dal battesimo al matrimonio, passando per le prime comunioni, devono essere svolti, senza che i sacerdoti chiedano  nulla di più rispetto a ciò che è  stabilito dall’autorità ecclesiastica competente.

Sono i fedeli, a loro libera discrezione, a stabilire se fare o meno offerte, nel rispetto del principio secondo cui “i più bisognosi non devono mai essere privati dell’aiuto dei sacramenti a motivo della povertà”.  Questo è un passaggio cruciale del nuovo decreto, il quale mette nero su bianco quello che il nostro amatissimo Papa Leone XIV aveva anticipato nelle ultime apparizioni pubbliche.