“Non si festeggia un dopato”. Attacco shock a Sinner dopo il trionfo di Wimbledon

È stato un trionfo memorabile, una vittoria che porta l’Italia a conquistare uno dei palcoscenici più ambiti del tennis mondiale. Jannik Sinner, campione altoatesino, ha scritto una pagina di storia superando in una finale emozionante e ricca di spettacolo il temibile Carlos Alcaraz, conquistando così il suo primo titolo a Wimbledon. Il suo successo, ampiamente meritato, ha acceso i festeggiamenti in patria, ma ha anche scatenato tensioni e polemiche in alcuni media stranieri, in particolare nel Regno Unito.

Le reazioni dei media britannici, infatti, sono state decisamente contrastanti. Se da un lato la vittoria di Sinner è stata accolta con entusiasmo dagli italiani e da molti appassionati nel mondo, dall’altro alcuni giornali e commentatori hanno scelto di alimentare sospetti e insinuazioni. A scuotere le acque è stato il tabloid The Sun, con il suo titolo di copertina: “From Sinner to Winner”, un gioco di parole che sfrutta l’omonimia tra “sinner” (peccatore) e il nome del tennista, facendo implicitamente riferimento alla sua passata squalifica per doping, avvenuta nel 2022 a causa di una pomata cicatrizzante contenente Clostebol.

Il giornale britannico non si è limitato a un gioco di parole, ma ha rincarato la dose nel corpo dell’articolo, scrivendo che Sinner avrebbe vinto il torneo “poco dopo essere rientrato dalla squalifica per doping”, alimentando un’interpretazione che appare distorta e priva di basi concrete. La ricostruzione uscita dalla penna dei giornalisti è stata contestata da molti, dato che la questione Clostebol è stata chiarita e archiviata dalle autorità competenti, e il suo utilizzo era stato legato a un prodotto cicatrizzante, non a un sostanza dopante intenzionale.

Ancora più duro è stato il The Telegraph, con un articolo titolato: “Celebrare due campioni squalificati per doping è difficile da digerire”. Qui, l’autore insinuava che la vittoria di Sinner, così come quella di Iga Swiatek, anche lei sospesa brevemente nel 2024, fosse stata favorita da “nervi saldi, resistenza e avvocati molto capaci”. Questa lettura, oltre a lasciare spazio a interpretazioni diffamatorie, ha scatenato le reazioni indignate dei tifosi italiani, che hanno sottolineato come il talento di Sinner meriti rispetto e ammirazione, senza diffidenze infondate.

Il commento del Telegraph si spinge anche a definire il trionfo di Sinner “una storia con l’asterisco”, insinuando che rimanga un’ombra sulla sua vittoria. Un’affermazione rilanciata sui social anche da Nick Kyrgios, noto per le sue uscite provocatorie, il quale ha paragonato la questione al controllo antidoping nel mondo della Formula 1, suggerendo che la vittoria possa aver bisogno di una revisione etica e sportiva.

Tuttavia, vale ricordare che le autorità sportive hanno già chiarito e archiviato ogni sospetto sul caso Clostebol, e non ci sono attualmente indagini in corso o elementi emergenti che possano mettere in discussione la legittimità del titolo di Sinner. La sua squalifica passata, infatti, è stata scontata e il suo gesto sportivo dopo il successo londinese ha confermato la sua dignità e maturità, opponendosi con fermezza alle polemiche strumentali.

Non è la prima volta che certa stampa britannica si lancia in attacchi contro il talento italiano. Prima della finale, Oliver Holt del Daily Mail aveva scritto: “Chi crede nello sport pulito spera che Djokovic affondi Sinner”, alimentando un clima di sospetto e sfiducia, contro ogni presunzione di innocenza.

Risponde con coerenza e dignità il pubblico italiano, che si è unito compatto nel supportare un atleta che rappresenta con serietà, disciplina e grande talento il nostro paese. Ex tennisti, analisti e appassionati hanno condannato fermamente ogni tentativo di screditare un campione legittimo, condannando le polemiche ingiustificate come “invidia” o “porcherie” senza fondamento.

Dopo aver scritto a lungo la storia sull’erba di Wimbledon, Sinner non ha preferito rispondere alle polemiche con altre parole, ma con i fatti. La sua allegria sobria e determinata sul campo rappresenta la risposta più forte alle accuse infondate e alle ombre sollevate da alcuni media. In questo modo, il talento italiano ha dimostrato che i veri campioni sono coloro che, rispettando le regole e i valori dello sport, riescono a ottenere il successo con onestà e dedizione.