“Non ha retto”. Dramma ai funerali di Evan Delogu: la sorella Andrea è…

Bellaria Igea Marina si è risvegliata avvolta nel primo vero grigiore autunnale dell’anno. Una sottile foschia, quasi una cortina di nebbia, ha coperto la città romagnola, specchio perfetto del lutto che l’ha colpita, due giorni dopo la tremenda scomparsa.

Circa cinquecento persone si sono strette in un silenzio denso e irreale attorno al cimitero comunale, riunite per l’ultimo, difficile addio a Evan Oscar Delogu, fratello della conduttrice Andrea Delogu, impegnata a Ballando con le Stelle in veste di concorrente. 

Il ragazzo, appena diciotto anni, ha lasciato la vita e i suoi sogni in un tremendo sinistro stradale avvenuto mercoledì 29 ottobre, lasciando la sua comunità straziata, come del resto lo siamo tutti noi. 

Un addio lacerante,  quello dato ad Evan, che il destino ha strappato via all’affetto dei suoi cari in un modo assurdo, sconvolgente, improvviso, generando un lutto  fortissimo nel mondo televisivo italiano,  che in queste ore è vicinissimo ad Andrea e alla sua famiglia. Non si è mai pronti ad un ultimo saluto,  specie se si tratta della vita interrotta di un giovanissimo ragazzo, per il quale un tremendo sinistro stradale si è rivelato cruciale. 

 Ai funerali di Evan, Andrea Delogu è... vediamo insieme cosa è accaduto, nella pagina successiva, dal momento che tutto  è stato catturato dalla stampa, e ripreso da diversi autorevoli siti nazionali che hanno raccontato quel momento, raggelando milioni di italiani.

Sono ore strazianti,  queste, per la famiglia Delogu, così come per la sua comunità, stretta attorno ad essa, alle prese con un lutto improvviso e sconvolgente. In una chiesa gremita, l’occhio della stampa è finito proprio su Andrea Delogu,  conduttrice, scrittrice e oggi ballerina provetta di Ballando con le Stelle.  

La conduttrice,  ai funerali del fratello Evan,   è apparsa sorretta dall’amica Ema Stokholma, con ogni respiro che sembrava costare fatica in quel luogo di dolore.La funzione si è tenuta secondo l’antico e solenne rito ortodosso, un momento di fede differente che ha richiesto lo sforzo di tutta la città per l’organizzazione.Poi, un momento di profonda intimità ha catturato gli sguardi di tutti: inginocchiata di fronte alla bara candida del fratello, Andrea ha salutato Evan per l’ultima volta, prima di vedere la terra chiudere per sempre il ragazzo.

Il gesto silenzioso di Andrea è stato l’apice di una omposta. Dopo l’omaggio finale, una ruspa ha ricoperto la fossa nell’area ortodossa, sigillando l’addio definitivo al diciottenne.A farsi portavoce del doe incolmabile è stata l’amica Ema Stokholma, rivolgendosi ai cronisti presenti: «Andrea non se la sente proprio di parlare, è veramente distrutta».

La celebrazione è stata officiata da Padre Marcian Bucurenciu, che ha cercato di infondere speranza nei familiari – il padre Walter, la madre Livia Aram e le sorelle Andrea e Barbara – con parole di conforto e fede.«Come Evan aiutava il padre nel suo lavoro con gli altri, adesso aiuterà Dio e da lassù i giovani», ha detto il religioso, ricordando la natura del giovane.La scelta del rito ortodosso aveva richiesto lo sforzo del sindaco, che si è adoperato per trovare i sacerdoti e garantire «una funzione degna nel rispetto dei genitori».Evan Oscar Delogu è stato sepolto sottoterra, un dettaglio imposto dal rito con sepoltura collettiva simbolica.

Questo perché, come spiegato dal sacerdote, «il corpo riposa sotto la terra e lo spirito vola in alto».Tra i cinquecento accorsi, spiccavano i compagni di classe dell’Istituto Alberghiero di Rimini, che hanno sfilato lasciando un fiore. Le corone di fiori bianchi sono state deposte dalle associazioni che avevano collaborato con il padre negli anni.In un angolo, un cartellone colorato mostrava la moto amatissima dal giovane, circondata da messaggi semplici ma strazianti.A chiudere l’intera cerimonia, un dettaglio peculiare: fedeli che hanno mangiato una fetta di torta e bevuto un bicchiere. Non è un momento di festa, ma una tradizione ortodossa dal valore profondo, per propiziare il sogno del defunto nei giorni a venire.