Nel 2025 Brunetta si porta a casa 215mila euro di stipendio

Torna al centro del dibattito politico il tema dei compensi dei vertici del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel). A far discutere sono i dati relativi al 2025, che evidenziano un significativo aumento dello stipendio del presidente dell’ente, Renato Brunetta, il cui trattamento economico è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente.

L’incremento si inserisce nel contesto del rilancio del Cnel, tornato negli ultimi anni ad assumere un ruolo più centrale nell’attività istituzionale dopo una lunga fase in cui era stato considerato un organismo marginale. Con il governo guidato da Giorgia Meloni, l’ente ha beneficiato di nuove risorse e di una rinnovata attenzione alle proprie funzioni consultive, riaprendo al tempo stesso il confronto sui costi della struttura e sulle retribuzioni dei suoi vertici.

Lo stipendio di Brunetta supera i 215 mila euro

Secondo i dati riferiti al 2025, Renato Brunetta percepisce un compenso annuo lordo pari a 215.764,45 euro, in netto aumento rispetto ai circa 91 mila euro registrati nel 2024.

L’incremento è riconducibile agli adeguamenti retributivi collegati alla riorganizzazione dell’ente e al rafforzamento delle sue attività. Alla retribuzione per la presidenza del Cnel si aggiunge inoltre il trattamento pensionistico maturato dall’ex ministro nel corso della sua carriera politica, elemento che continua ad alimentare il dibattito sull’opportunità del cumulo tra pensione e stipendio per gli incarichi pubblici.

Quanto costano gli stipendi del Cnel

I dati pubblicati mostrano che il costo complessivo delle indennità riconosciute ai componenti del Cnel supera nel 2025 1,3 milioni di euro.

Non tutti i consiglieri, tuttavia, percepiscono il compenso previsto. Su 70 componenti, 14 hanno rinunciato all’indennità, mentre gli altri ricevono importi generalmente compresi tra i 10 e i 15 mila euro annui. Solo in casi particolari i compensi superano i 43 mila euro.

Tra questi figura il vicepresidente Floriano Botta, il cui trattamento economico è salito a 43.848 euro, circa il doppio rispetto all’anno precedente. Anche il consigliere Guido Carrella ha registrato un incremento significativo, passando da meno di 10 mila euro a circa 38 mila euro.

Secondo quanto riferito dai diretti interessati, gli aumenti sarebbero legati agli adeguamenti retributivi previsti e non rappresenterebbero un semplice aggiornamento dovuto all’inflazione.

La polemica sul tetto degli stipendi pubblici

L’aumento del compenso di Brunetta arriva dopo le polemiche esplose nei mesi scorsi in merito a una delibera approvata dall’Ufficio di presidenza del Cnel.

Il provvedimento prevedeva l’adeguamento degli stipendi a seguito di una pronuncia della Corte costituzionale, con l’innalzamento del tetto massimo delle retribuzioni pubbliche da 240 mila a 310 mila euro lordi.

Se quella decisione fosse entrata pienamente in vigore, il compenso annuo del presidente del Cnel avrebbe raggiunto proprio i 310 mila euro.

L’ipotesi aveva però suscitato un acceso dibattito politico, fino all’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva espresso pubblicamente la propria contrarietà all’aumento. Dopo le critiche, Brunetta aveva annunciato il ritiro del provvedimento.

Le parole di Brunetta

Nel motivare la propria decisione, il presidente del Cnel aveva spiegato di voler evitare che una scelta formalmente legittima potesse trasformarsi in un elemento di scontro politico.

«Non voglio in alcun modo che dall’applicazione legittima di una giusta sentenza della Corte costituzionale derivino strumentalizzazioni in grado di danneggiare la credibilità dell’istituzione e, di riflesso, condizionare negativamente l’azione del governo», aveva dichiarato.

I dati pubblicati per il 2025 mostrano comunque un deciso incremento delle retribuzioni rispetto all’anno precedente. Saranno i numeri del 2026 a chiarire quale sarà l’effetto definitivo della rinuncia all’adeguamento integrale previsto dalla delibera ritirata e se il tema dei compensi del Cnel continuerà ad alimentare il confronto politico.