Musica italiana in lutto, addio ad un vero gentiluomo

Un vero gentiluomo. Così lo hanno sempre definito tutti coloro che lo conoscevano e che oggi, ne piangono la dipartita. Parliamo di un grande che, con la sua scomparsa, ha lasciato un enorme vuoto nel mondo della musica, in lutto. Purtroppo si rimane senza parole dinnanzi a notizie come questa.

Corrono veloci,  generano sconcerto, incredulità e tanta amarezza poiché vorremmo che gli interpreti fossero immortali come i loro brani, di quelli che emozionano, che riempiono i volti di lacrime, che ci fanno sognare. Ci sono voci che non si possono dimenticare per via della loro originalità.

Sono timbri inconfondibili, che non possono essere emulati, unici nel loro genere. Lui è stato definitivo una delle voci più eleganti del panorama musicale nazionale e, non appena la notizia del suo decesso ha preso a circolare, in tanti hanno espresso il loro cordoglio in messaggi di addio .

L’ondata di vicinanza di colleghi e fan, ai familiari, è stata fortissima, a riprova di quanto lui sia stato amato e stimato per via delle sue doti professionali e umane, come avrete modo di apprendere a brevissimo.

La musica italiana è n lutto, dovendo dire addio ad un vero gentiluomo.

Luigi Alva è deceduto a Mariano Comense (CO), a 98 anni.  Con la sua scomparsa, se ne va via una delle  voci più eleganti del Novecento lirico, punto di riferimento per il repertorio comico e di grazia sette-ottocentesco.  Peruviano, nato a Paita nel 1927, Alva,  muovendo i suoi primi passi  nel panorama musicale  del suo paese ,si è poi iscritto alla Scala di Milano,  per imparare il canto.

Poco dopo, ha debuttato come Alfredo nella Traviata al Teatro Nuovo di Milano e nel 1955  è stato il protagonista dell’inaugurazione della Piccola Scala con Il matrimonio segreto di Cimarosa. Da li’ in poi, la sua è stata una carriera impeccabile, con un successo a dir poco clamoroso.

Tutti lo hanno definito come l  tenore ideale per il repertorio di mezzo carattere, grazie a un timbro luminoso, una dizione limpidissima e una presenza scenica  impeccabile e versatile. Tra le sue tante collaborazioni, quelle con Claudio Abbado per Il barbiere di Siviglia e La Cenerentola.

Alva ha partecipato alla  prima italiana de La piccola volpe astuta di Janáček alla Scala nel 1958,  de  La donna immobile di Malipiero (Piccola Scala, 1956 e 1959) e a di Maria Golovin di Menotti  E’ stato un artista versatile, dalla tecnica sicura e da una musicalità spontanea che tutti hanno sempre definito come un gentiluomo del palcoscenico, uno capace di far sognare col potere della sua voce, regalando emozioni senza tempo al suo pubblico che così tanto lo ha adorato dal primo istante.

La sua scomparsa lascia un vuoto enorme nel panorama musicale nazionale, poco ma sicuro, dal momento che artisti come lui lasciano un segno sempre nel cuore e non si possono certo dimenticare.  Le nostre più sentite condoglianze.

This website uses cookies. By continuing to use this site, you accept our use of cookies.  Per saperne di più