L’hanno sorpresa mentre era da sola in auto. L’hanno trascinata fuori di peso, letteralmente, e l’hanno buttata a terra. Poi, quando lei ha cercato disperatamente di fermarli, in ogni modo, non si sono fatti problemi a investirla per guadagnarsi la fuga.

Sono i frame della folle rapina andata in scena domenica scorsa al distributore di benzina Esso di via Rombon a Milano, teatro del violentissimo blitz di due banditi. 

Secondo quanto è stato possibile ricostruire grazie al video pubblicato dalla pagina Facebook “Lambrate informata” – che da tempo denuncia l’insicurezza del quartiere – il raid dei due è avvenuto alle 19.45.

Come mostrano le immagini, i rapinatori hanno aperto la portiera e hanno tirato fuori dall’abitacolo la ragazza, che ha provato a opporre resistenza.

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Una volta preso possesso della macchina, una Panda, i due hanno cercato di allontanarsi ma sono stati bloccati dalla stessa vittima, che si è messa davanti al veicolo. A quel punto, per due volte, il guidatore ha accelerato travolgendo la giovane e riuscendo alla fine a scappare. 

L’auto, stando a quanto appreso, era una macchina sostitutiva fornita alla vittima da una carrozzeria milanese e sarebbe stata ritrovata poche ore dopo in zona Gratosoglio, abbandonata lì.

La ragazza avrebbe presentato denuncia ai carabinieri, ma la notizia è diventata nota soltanto venerdì – quasi una settimana dopo – al momento della pubblicazione sui social del video, ripreso dalle telecamere di sicurezza del distributore.

“Sarebbe benissimo potuto finire in tragedia. Fortunatamente, però, non è andata così”, il commento dell’assessore alla sicurezza di regione Lombardia, Riccardo De Corato, che ha diffuso le immagini. “Le periferie di Milano sono ormai fuori controllo.

Per la Giunta comunale sono buone solo per organizzarci eventi con le solite associazioni amiche, ma parlare di sicurezza è un tabù – il suo attacco all’amministrazione -. Siamo alla follia.

Se pensiamo che i due rapinatori hanno anche investito la signora, tentando di ucciderla, per rubarle una modesta Panda possiamo comprendere a che punto siamo arrivati”.

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