Meloni festeggia Villa Certosa: dalla vendita dei Berlusconi allo sceicco del Qatar arrivano 55,8 milioni al Fisco

La possibile vendita di Villa Certosa, storica residenza estiva della famiglia Berlusconi in Sardegna, allo sceicco Al Thani, esponente della famiglia reale del Qatar, si profila come una delle operazioni immobiliari più rilevanti degli ultimi anni in Italia.
Oltre all’aspetto strettamente immobiliare, l’operazione avrebbe importanti ricadute anche per le casse dello Stato. In base alle stime legate alla potenziale plusvalenza generata dalla cessione, il governo potrebbe incassare circa 55,8 milioni di euro tra Ires e Irap.
L’affare, secondo le indiscrezioni, avrebbe un valore complessivo di circa 350 milioni di euro e riguarderebbe la celebre tenuta situata in Costa Smeralda, da anni simbolo delle residenze private di Silvio Berlusconi. A gestire il patrimonio immobiliare è la società Idra Immobiliare, riconducibile agli eredi dell’ex presidente del Consiglio.
Dall’analisi del bilancio 2025 della società emerge che la vendita della sola Villa Certosa potrebbe generare una plusvalenza stimata intorno ai 200 milioni di euro. Idra Immobiliare controlla inoltre altri immobili di pregio tra cui Villa San Martino ad Arcore e diverse proprietà tra Milano, Roma e la Sardegna.
Il bilancio 2025 evidenzia ricavi in crescita, pari a circa 4,171 milioni di euro, sostenuti principalmente dall’aumento dei canoni di locazione. Nonostante ciò, la società chiude l’esercizio con una perdita di circa 13,268 milioni di euro, in miglioramento rispetto all’anno precedente.
Tra le principali voci di spesa figurano oltre 2,1 milioni di euro per manutenzioni e riparazioni, 2,87 milioni per il giardinaggio e circa 1,58 milioni per servizi di vigilanza, pulizia e smaltimento rifiuti. A queste si aggiunge un investimento di circa 76 mila euro per un impianto di dissalazione installato proprio a Villa Certosa, oltre a un’Imu complessiva pari a circa 259 mila euro.
Al 31 dicembre 2025, il patrimonio immobiliare della società risultava iscritto a bilancio per circa 270,885 milioni di euro. La vendita dell’immobile per una cifra stimata di 350 milioni farebbe quindi emergere una plusvalenza significativa, appunto intorno ai 200 milioni.
Su tale importo si applicherebbe la tassazione ordinaria prevista per le società, con un gettito complessivo stimato in circa 55,8 milioni di euro, di cui circa 48 milioni derivanti dall’Ires e 7,8 milioni dall’Irap.
La normativa fiscale prevede inoltre la possibilità di rateizzare il pagamento dell’imposta fino a quattro esercizi. In questo caso, il versamento potrebbe essere distribuito nel tempo, con rate annue stimate in circa 11,16 milioni di euro tra il 2027 e il 2030.