Meloni festeggia il governo piu’ longevo, poi la mazzata: “Una brutta notizia”

Mentre l’esecutivo festeggia il record di permanenza a Palazzo Chigi, l’opinione pubblica si mostra severa sulla direzione del Paese. Bocciata la gestione di bollette, tasse e sanità, mentre emergono chiare spaccature nell’elettorato del centrodestra.

La stabilità dell’esecutivo rappresenta un dato storico per le istituzioni italiane, ma da sola non basta a convincere i cittadini. È il messaggio centrale che emerge dal nuovo sondaggio YouTrend per Sky TG24, diffuso a ridosso dell’avvio dei lavori per l’ultima legge di bilancio della legislatura. Per il 59% degli italiani, infatti, la durata in sé del governo non costituisce un valore assoluto: a fare la differenza sono unicamente i risultati concreti ottenuti. Solo il 30% degli intervistati considera il primato di longevità un fattore positivo in un Paese storicamente segnato dall’instabilità.

Il concetto di “stabilità come valore” divide nettamente le forze politiche: se per il 90% degli elettori di Fratelli d’Italia la continuità è un traguardo fondamentale, nel campo largo la visione orientata unicamente ai risultati supera l’85% (86% nel PD, 91% nel M5S). L’elettorato di Futuro Nazionale guarda anch’esso prioritariamente all’operato (46%) piuttosto che alla sola durata (36%).

Il giudizio sulla rotta del Paese e le aspettative tradite

Il clima di opinione generale riflette una diffusa preoccupazione per la situazione nazionale: il 53% degli intervistati ritiene che l’Italia stia andando nella direzione sbagliata, contro il 31% che ne promuove il percorso e il 16% di indecisi. La critica appare particolarmente marcata tra i giovani nella fascia 18-34 anni, dove la percentuale di insoddisfazione sale al 60%.

Inoltre, ponendo a confronto il bilancio attuale con le aspettative nate al momento dell’insediamento nel 2022, il 39% reputa il lavoro svolto peggiore delle attese, a fronte di un 26% che lo giudica in linea e solo un 11% che lo ritiene migliore del previsto. Anche in questo caso si registrano forti differenze nell’area di maggioranza: se il 38% dei sostenitori di FdI parla di un rendimento superiore alle aspettative, tra i simpatizzanti di Futuro Nazionale la delusione riguarda il 47% del campione.

Le criticità su tasse, sanità ed energia

Nessuno dei nove ambiti tematici analizzati dalla rilevazione raggiunge la maggioranza dei consensi. Il dato meno negativo è quello relativo alla politica estera (33% di giudizi positivi), seguito da immigrazione ed economia (entrambe al 27% e 26%).

I rilievi più severi si concentrano sulle voci che incidono direttamente sulla spesa quotidiana delle famiglie:

  • Costo dell’energia e bollette: registra un rigetto record, con il 76% di giudizi negativi (di cui il 49% “molto negativo”) e appena il 16% di promossi.

  • Tasse e Sanità: entrambe raccolgono il 72% di bocciature, a fronte di appena un 18% e 20% di giudizi favorevoli.

Le crepe sulla gestione economica attraversano la stessa base elettorale del governo. Se gli elettori di FdI confermano un elevato livello di fiducia su immigrazione ed economia, scendono al 57% di gradimento sul tema fiscale, mentre sui costi energetici i giudizi negativi (49%) superano quelli positivi (41%). Tra le altre forze del centrodestra e in Futuro Nazionale prevale la insoddisfazione sui temi del portafoglio e della tutela della salute.

Le priorità per la Manovra e la fiducia sul futuro

Indicando gli obiettivi prioritari per la prossima legge di bilancio, gli italiani individuano con chiarezza le proprie urgenze:

  1. Sostegno a famiglie e imprese contro il caro-bollette (25%)

  2. Aumento delle risorse destinate alla sanità pubblica (24%)

  3. Riduzione delle tasse sui redditi medi (21%)

Un dato trasversale rileva come il taglio delle imposte sul ceto medio rappresenti la priorità principale sia per i sostenitori del centrodestra (34%) e di FdI (31%), sia per l’elettorato del Partito Democratico (35%).

Guardando ai prossimi mesi, la fiducia nella capacità dell’esecutivo di arginare i rincari di carburante ed energia innescati dalle recenti crisi internazionali rimane ai minimi: il 68% degli intervistati esprime poca o nessuna fiducia, un orientamento che coinvolge anche il 49% degli elettori di Forza Italia, Lega e Noi Moderati. Analogamente, la gestione delle dinamiche migratorie raccoglie sfiducia dal 64% del campione, delineando un quadro complesso in vista della sessione di bilancio e della fase politica d’autunno.