Meloni diserta il vertice con i leader europei, poi la scoperta: “Ecco perché”
L’assenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al vertice Europa-Balcani di Tivat, in Montenegro, continua ad alimentare il dibattito politico e diplomatico. Una decisione arrivata all’ultimo momento e accompagnata da una spiegazione ufficiale che non è riuscita a placare le polemiche, anzi ha contribuito ad accendere ulteriormente il confronto tra maggioranza e opposizione.
Mentre i leader europei si riunivano per discutere temi cruciali come l’allargamento dell’Unione Europea, il sostegno all’Ucraina e la stabilità dei Balcani occidentali, l’Italia è rimasta senza la presenza della sua principale rappresentante politica al tavolo dei negoziati.
Il forfait annunciato da Tivat
La notizia del mancato arrivo della premier è stata comunicata nel primo pomeriggio direttamente dal Montenegro. Giorgia Meloni era attesa all’ultima sessione di lavoro insieme agli altri capi di Stato e di governo presenti al summit.
Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, l’assenza sarebbe stata causata dal protrarsi degli impegni istituzionali legati alla celebrazione del 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, svoltasi a Reggio Calabria.
La presidente del Consiglio aveva preso parte alla cerimonia sul lungomare Falcomatà insieme ai ministri Guido Crosetto, Matteo Piantedosi e Paolo Zangrillo. Tuttavia, una volta conclusi gli appuntamenti ufficiali, l’aereo di Stato ha fatto ritorno a Roma anziché dirigersi verso il Montenegro, circostanza che ha immediatamente alimentato dubbi e ricostruzioni alternative.
Il caso del francobollo commemorativo
A rendere ancora più controversa la vicenda è stato un ulteriore impegno della premier in Calabria.
Dopo la cerimonia per l’Arma dei Carabinieri, Meloni ha partecipato alla presentazione di un francobollo commemorativo dedicato all’Arma presso la Prefettura di Reggio Calabria. Un appuntamento che, secondo quanto emerso, non compariva nell’agenda ufficiale diffusa in precedenza dal Governo.
Il dettaglio ha rapidamente dato origine a quello che diversi osservatori hanno ribattezzato il “giallo del francobollo”, alimentando interrogativi sulle reali motivazioni che hanno portato la presidente del Consiglio a rinunciare al summit internazionale.
Nel frattempo, a Tivat erano presenti alcuni dei principali protagonisti della politica europea, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e rappresentanti del Regno Unito impegnati nei dossier diplomatici relativi alla guerra in Ucraina.
La stessa Meloni avrebbe informato personalmente il presidente montenegrino Jakov Milatović e il presidente del Consiglio europeo António Costa della propria impossibilità a partecipare, esprimendo rammarico per il mancato incontro.
Le opposizioni: «Segnale di isolamento»
L’assenza della premier ha provocato una reazione immediata da parte delle opposizioni, che hanno letto il forfait come un possibile segnale di difficoltà nei rapporti tra l’Italia e alcuni partner europei.
Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Europei della Camera, ha parlato di un possibile incidente diplomatico, sottolineando l’importanza strategica dell’incontro di Tivat.
Anche Matteo Renzi ha criticato la scelta della presidente del Consiglio, ipotizzando che dietro la mancata partecipazione possano esserci tensioni legate alle recenti iniziative diplomatiche promosse da Francia, Germania e Regno Unito.
Sulla stessa linea Riccardo Magi, che ha definito poco convincenti le motivazioni fornite dal Governo, mentre Giuseppe Conte ha collegato l’episodio alle più recenti dinamiche internazionali riguardanti la NATO, gli Stati Uniti e il conflitto ucraino, sostenendo che l’Italia rischierebbe di perdere centralità nei principali tavoli europei.
Critiche sono arrivate anche da Daniela Ruffino di Azione, secondo cui episodi di questo tipo potrebbero incidere negativamente sulla credibilità internazionale del Paese in una fase particolarmente delicata per il futuro dell’Europa.
Il Governo respinge le interpretazioni politiche
Da Palazzo Chigi, tuttavia, non sono arrivate indicazioni che confermino letture politiche dell’episodio.
La linea ufficiale resta quella già comunicata nelle ore successive al forfait: l’assenza sarebbe stata determinata esclusivamente da ragioni organizzative e dalla concomitanza di impegni istituzionali precedentemente programmati.
Una versione che però non sembra aver convinto del tutto né le opposizioni né parte degli osservatori internazionali, considerando l’importanza del vertice e la presenza di numerosi leader europei.
Calderone a Reggio Calabria: focus sul contrasto al caporalato
Nella stessa giornata, a Reggio Calabria, la ministra del Lavoro Marina Calderone ha partecipato a un incontro dedicato al contrasto del caporalato e dello sfruttamento nel settore agricolo.
La ministra ha annunciato un rafforzamento delle attività di controllo su scala nazionale, spiegando che da metà giugno partirà una campagna straordinaria di verifiche.
«Saranno effettuate ispezioni aggiuntive su tutto il territorio nazionale. Il nostro obiettivo è consentire agli imprenditori agricoli onesti di continuare a operare nel rispetto delle regole e contrastare con ancora maggiore incisività ogni forma di sfruttamento», ha dichiarato Calderone.
Un caso destinato a lasciare strascichi
Al di là delle spiegazioni ufficiali, il mancato viaggio di Giorgia Meloni in Montenegro continua a far discutere.