Mattarella al Bundestag: “Guerra, da Kiev a Gaza chi colpisce i civili non resti impunito”

Roma – In un appello forte e commosso, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto un accorato monito alla comunità internazionale, chiedendo quante altre vittime siano necessarie prima che si possa finalmente superare la concezione della guerra come strumento per risolvere le controversie tra Stati. Intervenendo al Bundestag tedesco in occasione della Giornata nazionale del Lutto, Mattarella ha ricordato come l’espressione “Nie wieder” – “mai più” – sia stata adottata a livello globale per condannare l’Olocausto, simbolo di un orrore che non deve ripetersi. Tuttavia, ha avvertito, oggi si contrappone a quel “mai più” il suo opposto, “wieder”, “di nuovo”: di nuovo guerra, di nuovo razzismo, disuguaglianze e violenza.

Il Capo dello Stato ha sottolineato come l’uso dell’aggressione e del dominio tra gli Stati continui a essere una realtà drammatica, richiamando l’attenzione sulla necessità di non abbassare la guardia di fronte ai ritorni della storia. “Assistiamo ancora una volta all’uso dell’aggressione per l’arbitrio di voler dominare altri popoli”, ha detto, evidenziando come la guerra nel Novecento abbia coinvolto non solo i combattenti, ma anche civili innocenti: donne, bambini, anziani, spesso vittime di bombardamenti, deportazioni e genocidi.

Mattarella ha ricordato le atrocità della Seconda guerra mondiale, quando milioni di civili furono presi di mira e segnati da deportazioni e stermini di massa. “Da allora il volto della guerra non è più solo quello del combattente, ma quello del bambino, della madre, dell’anziano senza difesa”, ha affermato, citando i drammi attuali a Kiev e Gaza come esempi di come le guerre colpiscano soprattutto chi non combatte.

Il Presidente ha poi richiamato il ruolo delle istituzioni internazionali, come le Nazioni Unite e le Convenzioni di Ginevra, nate con l’obiettivo di promuovere una pace fondata sul diritto e sulla protezione dei civili. Tuttavia, la storia recente – dal Biafra ai Balcani, dal Ruanda alla Siria, fino al Sudan, all’Ucraina e alla Striscia di Gaza – dimostra che le guerre continuano a mietere vittime tra chi non ha armi né potere di difendersi.

Secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, oltre il 90% delle vittime dei conflitti sono civili, un dato che, per Mattarella, non può essere ignorato né impunito. “Quante altre morti ancora – ha concluso – prima che si comprenda che la guerra non è mai la soluzione?”. Un appello alla responsabilità e alla solidarietà internazionale per fermare questa spirale di violenza e costruire un futuro di pace e rispetto reciproco.