Le ricerche di Luigi Cavallari, 84 anni, marito della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, proseguono senza interruzioni nel Lago di Vico, in provincia di Viterbo. L’uomo risulta disperso da sabato pomeriggio dopo essersi tuffato da una piccola imbarcazione nelle acque del lago. Le operazioni coinvolgono Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, con squadre provenienti da diverse regioni e coordinate dalla Prefettura di Viterbo.
Le difficoltà principali sono rappresentate dalle caratteristiche del lago. Il fondale, di origine vulcanica, è ricco di fango e sedimenti che rendono l’acqua estremamente torbida. Il viceprefetto vicario Andrea Nino Caputo ha spiegato che la visibilità è «molto bassa già a pelo dell’acqua» e si azzera praticamente oltre i quattro o cinque metri di profondità, mentre il lago raggiunge circa cinquanta metri nei punti più profondi.
Per questo motivo vengono impiegati sofisticati strumenti tecnologici, tra cui un ROV, robot sottomarino telecomandato dotato di telecamera, e sistemi sonar che permettono di scandagliare il fondale limitando i rischi per i sommozzatori. Durante il giorno le verifiche vengono effettuate con il metodo definito “palmo a palmo“, ampliando progressivamente l’area interessata dalle ricerche.
Secondo la ricostruzione disponibile, Cavallari era in barca con la moglie nei pressi della località Fiorò, nel territorio di Ronciglione. Dopo il tuffo sarebbe riemerso pronunciando la frase «Non mi sento bene», per poi scomparire sott’acqua prima di riuscire a raggiungere nuovamente l’imbarcazione, che nel frattempo si era leggermente allontanata a causa delle correnti. L’allarme è stato lanciato intorno alle 17.30.
La brutta notizia è che, al momento, Cavallari è ancora formalmente considerato disperso ,notizia allarmante considerato il trascorrere delle ore. Le autorità continuano comunque le operazioni senza sosta, favorite da acque più calme rispetto ai primi momenti. La vicenda ha riportato l’attenzione anche sui pericoli del Lago di Vico, dove dal 2011 si sono registrati almeno sei decessi, mentre i dati dell’Istituto Superiore di Sanità ricordano che tra il 2024 e il 2025 sono state 82 le persone che hanno perso la vita nei laghi italiani.


