Mamma Natuzza, il racconto choc: “Ho visto molti defunti, ecco com’è l’aldilà”
La figura di Natuzza Evolo, conosciuta da tutti come Mamma Natuzza, continua a suscitare interesse e dibattito anche a distanza di anni dalla sua scomparsa. Nata a Paravati, in Calabria, nel 1924 e morta nel 2009, è stata considerata da molti fedeli una mistica dotata di carismi straordinari, tra cui visioni, stigmate e presunti colloqui con anime dei defunti.
Le presunte visioni dei defunti
Secondo numerose testimonianze raccolte nel corso degli anni, Mamma Natuzza avrebbe raccontato di vedere frequentemente anime del Purgatorio e persone defunte che le chiedevano preghiere o messaggi da riferire ai familiari. In diverse interviste riportate da stampa religiosa e biografie dedicate alla mistica calabrese, avrebbe descritto l’aldilà come una dimensione spirituale distinta in Paradiso, Purgatorio e Inferno, in linea con la tradizione cattolica.
Natuzza spiegava che le anime, a suo dire, apparivano in modo chiaro e riconoscibile, spesso con richieste precise di suffragi o Messe in loro memoria. Racconti che hanno contribuito a consolidare la fama di donna dotata di esperienze mistiche fuori dal comune.
L’aldilà secondo Mamma Natuzza
Nei resoconti pubblicati su libri e siti dedicati alla sua figura, l’aldilà veniva descritto come una realtà concreta ma spirituale, dove l’anima mantiene coscienza e identità. Il Paradiso sarebbe stato, secondo i suoi racconti, uno stato di luce e pace totale; il Purgatorio un luogo di purificazione; l’Inferno una condizione di lontananza definitiva da Dio.
Va precisato che la Chiesa cattolica non si è mai pronunciata ufficialmente sulla natura soprannaturale delle visioni, ma nel 2019 si è aperta la causa di beatificazione, con il titolo di “Serva di Dio”.
Devozione popolare e dibattito
A Paravati, frazione di Mileto (Vibo Valentia), sorge la Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, nata per volontà della stessa Natuzza. Ancora oggi il santuario richiama pellegrini da tutta Italia.
Il racconto delle sue visioni divide l’opinione pubblica: per molti fedeli rappresenta una testimonianza di fede e speranza; per altri resta un fenomeno da interpretare in chiave personale o simbolica.
