Lutto nella politica italiana: “Morto storico esponente”. Dolore immenso
La Toscana e la città di Lucca sono in lutto per la scomparsa di Francesco Colucci, una delle figure più influenti della storia amministrativa e civile del territorio lucchese. La notizia della sua morte, avvenuta all’età di 83 anni, ha suscitato profonda commozione nel mondo politico, istituzionale e sociale, lasciando un vuoto importante in tutta la comunità.
Per oltre sessant’anni Colucci è stato protagonista della vita pubblica locale, distinguendosi per un impegno costante al servizio dei cittadini e per una visione politica sempre orientata alla crescita del territorio. La sua lunga carriera rappresenta l’esempio di una dedizione autentica al bene comune, portata avanti con passione, competenza e spirito civico.
Una lunga carriera politica iniziata nel Psi
Il percorso politico di Francesco Colucci iniziò nel 1959 con l’iscrizione al Partito Socialista Italiano. Da allora la sua presenza nelle dinamiche amministrative e politiche della provincia di Lucca divenne sempre più centrale, fino a ricoprire il ruolo di segretario provinciale del Psi.
Nel corso degli anni sedette a lungo nel consiglio comunale di Lucca, dove si fece apprezzare per le sue capacità di mediazione, il pragmatismo e uno spirito critico che lo rese un punto di riferimento trasversale, stimato anche dagli avversari politici.
L’esperienza in Regione Toscana e l’impegno per il territorio
Negli anni Ottanta arrivò anche la nomina ad assessore della Regione Toscana, con deleghe importanti come turismo e sport. In quel ruolo Colucci contribuì allo sviluppo di politiche innovative per la valorizzazione del territorio toscano, promuovendo il patrimonio artistico e paesaggistico e sostenendo lo sport come strumento di inclusione sociale e crescita giovanile.
Parallelamente maturò una significativa esperienza anche nel settore sanitario locale, collaborando con l’allora Usl e sviluppando una particolare attenzione verso i servizi pubblici essenziali e le esigenze concrete dei cittadini.
Il turismo e la valorizzazione di Lucca
Con l’inizio degli anni Novanta, la carriera di Colucci si orientò soprattutto verso il management pubblico e la promozione turistica. Fino al 2009 ricoprì infatti il ruolo di direttore delle Agenzie per il turismo della Provincia di Lucca, guidando un’importante fase di internazionalizzazione del territorio.
Sotto la sua direzione, la provincia riuscì ad attrarre nuovi flussi turistici e a consolidare la propria immagine a livello nazionale e internazionale. Le sue competenze vennero messe al servizio della città anche attraverso la guida di enti strategici come la storica azienda di trasporti Clap e l’Opera delle Mura, dedicata alla tutela e promozione delle celebri mura cittadine.
L’attività editoriale e l’impegno sociale
Terminata la lunga esperienza istituzionale, Francesco Colucci continuò a partecipare attivamente alla vita pubblica attraverso il mondo dell’editoria, della comunicazione e dell’imprenditoria turistica. Negli ultimi anni si era distinto come editore, blogger e imprenditore, continuando ad animare il dibattito cittadino con riflessioni e analisi sui temi più importanti per la comunità.
Accanto all’attività professionale non aveva mai abbandonato l’impegno nel volontariato e nell’associazionismo sportivo, mantenendo un rapporto diretto e costante con il tessuto sociale lucchese.
Il cordoglio delle istituzioni
La scomparsa di Francesco Colucci ha generato un’ondata di cordoglio unanime. Il sindaco di Lucca, Mario Pardini, ha ricordato pubblicamente il valore umano e istituzionale di una figura che ha attraversato oltre sessant’anni di vita politica e civile della città.
Nel messaggio diffuso dall’amministrazione comunale, Colucci viene descritto come un protagonista assoluto della crescita del territorio, capace di distinguersi sia nella pubblica amministrazione sia nell’iniziativa privata, sempre con uno sguardo rivolto al bene collettivo.
Con la sua scomparsa, Lucca perde una delle personalità più rappresentative della propria storia recente. Resta però l’eredità di un uomo che ha dedicato l’intera vita alla comunità, lasciando un esempio di passione civile, competenza amministrativa e amore profondo per la propria terra.