Lutto nel mondo Juventus, se va un grande

Il mondo della Juventus e quello del diritto italiano piangono oggi la scomparsa di Franzo Grande Stevens, figura di spicco che ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama economico, giuridico e sportivo del Paese. Nato a Napoli nel 1928 e scomparso a Torino all’età di 95 anni, Grande Stevens è stato un protagonista discreto ma fondamentale, un punto di riferimento per le grandi imprese e le istituzioni italiane degli ultimi settant’anni.

Una carriera al servizio dell’Italia e della Juventus

Avvocato di grande prestigio, Grande Stevens è stato definito “l’avvocato dell’Avvocato” per il suo ruolo di consulente di fiducia di Giovanni Agnelli e della famiglia Fiat. La sua firma ha accompagnato le decisioni più delicate e strategiche del gruppo automobilistico, contribuendo a plasmare il destino di una delle aziende simbolo del Made in Italy. La sua influenza si estendeva anche ad altri grandi gruppi industriali, tra cui Ifil, Rcs e la stessa Compagnia di San Paolo, di cui è stato presidente.

Non solo giurista: Grande Stevens ha ricoperto anche ruoli di rilievo nel mondo dello sport e della cultura. È stato presidente onorario della Juventus, un ruolo che testimonia il suo legame profondo con il club bianconero, e membro del collegio difensivo nel processo alle prime Brigate Rosse, affrontando con coraggio le sfide più complesse della giustizia italiana.

Un’eredità di integrità e saggezza

Il suo impegno nel campo della giurisprudenza e dell’etica professionale è stato riconosciuto a livello nazionale. Lo scorso novembre, in occasione dei suoi 70 anni di toga, aveva inviato un messaggio che ancora oggi risuona come un insegnamento: «Non ho mai lavorato con i piedi», aveva scritto, sottolineando con ironia e intelligenza la sua dedizione e passione per il diritto.

Franzo Grande Stevens ha anche lasciato un’eredità culturale e civile, grazie alla sua formazione nella scuola liberale di Alessandro Galante Garrone e al suo ruolo di presidente del Consiglio nazionale forense e della Cassa forense. Sempre sostenitore della deontologia come fondamento dell’identità dell’avvocato, aveva scritto ai giovani colleghi: «L’avvocato è figlio del suo tempo. Ma i principi, l’integrità, non invecchiano».

Il cordoglio di amici e istituzioni

La sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione tra le personalità più influenti del Paese. John Elkann, presidente di Exor e della Fiat, lo ricorda con affetto e rispetto: «Giurista eccelso, juventino e grande amico». Anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e il Ministro della Salute, Guido Zangrillo, hanno espresso il loro cordoglio, sottolineando la misura e la profondità dell’uomo e del professionista.

Il mondo del calcio, rappresentato dalla FIGC e dal presidente Gabriele Gravina, ha reso omaggio a un uomo che ha saputo coniugare passione, correttezza e dedizione, valori che rimarranno come esempio per le future generazioni.

Un addio a un gigante della cultura e dell’economia italiana

Franzo Grande Stevens lascia un’eredità di integrità, competenza e passione civica che continuerà a ispirare chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e di lavorare al suo fianco. La sua figura rimarrà per sempre un punto di riferimento nel mondo del diritto, dell’industria e dello sport, simbolo di un’Italia che ha saputo coniugare eccellenza e valori umani.